Ambiente, nuove ricerche petrolifere in mare
Cronache - Regione
Mercoledì 10 Marzo 2010 11:59
"Avanzano" è il titolo dell'ultimo intervento del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, che segnala l'inizio di nuove indagini geofisiche marine per la costruzione di un nuovo pozzo petrolifero .

La nota in versione integrale

AVANZANO

In data 03/03/2010 sono cominciate, nel mare di Ortona, le "indagini geofisiche marine per il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi in mare per mezzo di una piattaforma con gambe (jack up) sul sito ELSA 2,di fronte la nota riserva regionale Ripari di Giobbe, per conto della VEGA OIL S.p.A. " (Ord. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Ortona).

In altre parole stanno studiando i fondali per l'istallazione di una piattaforma petrolifera con le sue tubazioni sottomarine, prima di sapere l'esito della Valutazione di Impatto Ambientale della stessa.

Esegue le ricerche la nave OGS Explora di proprietà dell´Ist. Naz. di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; un ente pubblico che in mancanza di sufficienti contributi statali, invece di fare ricerca, deve accettare commesse da terzi. La rotta della nave può essere seguita sul sito: http://webcc.ogs.trieste.it/explora/

La nave, dopo aver incrociato sulle coordinate del pozzo Elsa 2, si è ora spostata (ben oltre il chilometro quadrato di cui si parla nell'ordinanza).

Vista la procedura di valutazione dello Studio di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente essere ancora in corso e visto che, se il permesso di estrazione non fosse concesso, queste indagini sarebbero una spesa inutile, ci domandiamo il perché del comportamento della società petrolifera. Le possibilità, a nostro parere, sono solo tre: o la ditta non si preoccupa dei suoi azionisti, o ha già ricevuto assicurazioni in merito, o le indagini potranno essere usate anche per altri progetti (ad esempio un rigassificatore).

Senza alcun dubbio, l'andirivieni dell'Explora mostra che il progetto di trasformazione dell'Abruzzo in regione mineraria avanza, ignorando le volontà espresse dai cittadini e da moltissime Amministrazioni e nonostante le affermazioni rassicuranti del governatore Chiodi.

Dobbiamo quindi fare ancora la stessa domanda: quali sono le intenzioni della Regione per opporsi efficacemente e prima che sia troppo tardi a questa radicale trasformazione del suo territorio?

Emergenza Ambiente Abruzzo
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