25 mag, 2012
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PRESIDENTI

Il sindaco di Ivrea ha fatto togliere la foto di Napolitano dagli uffici del suo Comune e l’ha sostituita con quella di Pertini, beccandosi una denuncia. Ci sono presidenti e presidenti. Pertini era uno capace di emozionarsi per una partita a scopone con Zoff e Bearzot . Ha conosciuto la galera per difendere le sue idee, come Nelson Mandela nel suo Sud Africa.

Ed Ezra Pound, che non era certo un bolscevico, diceva che “se un uomo non ha il coraggio di correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui”.

Era un tipo sanguigno Sandro Pertini, capace di mandare al diavolo a voce alta chiunque si poneva di fronte a lui con arroganza. O stupidità.

Immagino già come sarebbe andata finire l’altra sera sotto il suo mandato presidenziale quando Berlusconi è salito sul Colle per chiedere il via libere al decreto salva liste, quello firmato da Napolitano nel cuore della notte senza neanche un attimo di travaglio (non il Marco di Annozero).

In realtà a pensarci meglio credo che con Pertini non ci avrebbero neanche provato. Altro che thè con i biscottini servito al palazzo delle Vetrate. Le urla si sarebbero udite fino a piazza Navona.

Mi sembra di vedere la scena: Gianni Letta inseguito dai corazzieri giù per la scalinata del Quirinale; il direttore del Tg1 Minzolini colto da un attaco di panico, Bondi a pregare sull’altare della Patria, Emilio Fede a giurare che non avrebbe mai più visto il tavolo verde di un casinò se il Cavaliere si fosse salvato da questo brutale attacco (il fioretto della vita).

E l’Italia? L’Italia liberata.

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