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| Il Presidio della memoria all'Aquila |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Sabato 06 Marzo 2010 20:29 |
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Migliaia di persone, forse 4mila al momento del raduno nel piazzale di Collemaggio, sono arrivate all'Aquila per Il presidio delle memoria, la manifestazione in ricordo delle vittime del sisma del 6 aprile
. Sono giunte alla manifestazione testimonianze e solidarietà da tutta Italia. Punto culminante della fiaccolata la lettura dei nomi delle vittime. In testa al corteo un solo striscione nero: "6 aprile 2009 3.32 chi ha ucciso i nostri figli"; immediatamente dietro lo striscione in ricordo dei ragazzi morti nel crollo della Casa dello studente. Poi una lunga silenziosa processione di fiaccole. Forse 1.500, provenienti da tutta Italia, tutti per chiedere giustizia per le vittime del terremoto, ma anche per le grandi stragi della storia italiana. La fiaccolata ha attraversando piazza San Bernardino, raggiunto piazza Duomo e poi la villa comunale. Da lì un gruppo si è saparato per arrivare a quello che resta della Casa dello Studente, mentre gli altri hanno proseguito per il piazzale di Collemaggio, dove tutti si sono ritrovati intorno alle 19. Tra le associazioni figurano anche Libera, i principali comitati cittadini sorti dopo il terremoto e l'Associazione madri di Plaza de Mayo con lo striscione: "La unica lucha que se pierde es la que se abandona", celebre frase di Che Guevara, insieme all'associazione Kadawil, un gruppo di solidarietà con i Paesi dell'America latina. Le donne argentine sono venute all'Aquila il 6 novembre 2009 per una precedente analoga iniziativa; anche allora le associazioni ribadirono la solidarietà con i terremotati d'Abruzzo. Sono arrivate da tutta Italia, in particolare dai luoghi colpiti dalle tragedie che hanno segnato la storia della penisola, le delegazioni che hanno preso parte al Presidio. Una delegazione di famigliari delle vittime della tragedia di Viareggio ha raggiunto piazza Battaglione degli Alpini a bordo di 2 autobus. Sono arrivati per chiedere giustizia sul disastro ferroviario che il 29 giugno 2009 ha provocato 32 vittime, ma anche per chiedere spiegazioni sulla scelta del processo breve e sull'assenza di indagati per responsabilità nella tragedia. Questo il senso dello striscione "32 vittime zero indagati, partita truccata", e di quello riferito al Ddl del ministro della Giustizia con scritta "a breve solo gli indagati". E c'erano anche il Comitato famigliari vittime di Giampilieri, l'associazione Legami di Acciaio, nata in ricordo della tragedia della Thyssen Krupp con 7 vittime tra gli operai della fabbrica torinese, e le associazioni Vittime della scuola di San Giuliano di Puglia (nel terremoto del 2002) e della strage di Bologna del 1980. |


