Truffa milionaria nel Teramano, tre arresti
Cronache - Cronache da Teramo
Giovedì 04 Marzo 2010 18:17
Tre persone, tra cui un consulente di Alba Adriatica (Teramo), sono state arrestate questa mattina con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di fornitori e banche .

L'indagine è partita da Martinsicuro (Teramo), dove i militari della compagnia della guardia di finanza di Giulianova, con il supporto dei nuclei di polizia tributaria di Trapani e Reggio Emilia, nel corso dell'operazione denominata "Ex novo", hanno scoperto una truffa di un milione di euro, a danno di alcune società ed istituti di credito.

Le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Teramo sono state eseguite a Trapani, Reggio Emilia ed Alba Adriatica. Le indagini, avviate un anno fa, hanno portato anche alla denuncia di altre quattro persone residenti nelle province di Teramo, Trapani e Macerata.

I reati contestati sono: associazione per delinquere, truffa, mendacio bancario, falsificazione di atti pubblici, sostituzione di persona, falsificazione di documenti identificativi, reati tributari e falso in bilancio.

Nel corso delle attività investigative, oltre ai tre arresti, sono stati sequestrati in Abruzzo, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia, Lazio, Marche e Sicilia numerosi contratti di finanziamento con istituti bancari, assegni, libri ed atti societari.

Secondo le Fiamme Gialle, la vicenda ha origine dalla scoperta di investimenti finanziari di un'azienda produttrice di articoli di pelletteria di Villa Rosa di Martinsicuro. Mente dell'organizzazione sarebbe un imprenditore di origine marchigiana, residente in provincia di Teramo, supportato da alcuni consulenti che istruivano la documentazione aziendale e la trasmissione telematica degli atti societari.

Gli autori dei reati, dopo aver individuato sul mercato una società inattiva dal 2003, l'avrebbero riattivata. Con una serie di operazioni fittizie, grazie alla collaborazione di compiacenti esperti del settore creditizio, sarebbero stati presentati agli istituti di credito ed ai partners bilanci falsi con attivi per circa 10 milioni di euro.

In questo modo sarebbero stati ottenuti dalle banche finanziamenti di ingente valore e dai fornitori beni materiali. Le somme venivano incassate portando allo sconto fatture che si sarebbero poi rivelate fittizie e relative ad operazioni commerciali in cui figuravano soggetti economici all'oscuro del giro.

I capitali sarebbero stati destinati all'acquisito di beni di lusso ed in parte reimpiegati nel finanziamento di aziende riconducibili agli stessi inquisiti. L'attività degli investigatori è ancora in corso in quanto non si esclude il coinvolgimento di altre persone.


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