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| Terremoto, l'esercito toglierà le macerie |
| Cronache - Regione |
| Mercoledì 03 Marzo 2010 20:50 |
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Sarà l'esercito insieme ai vigili del fuoco a rimuovere le macerie post terremoto. La decisione è stata presa nel pomeriggio in un vertice al ministero dell'Ambiente
, cui erano presenti il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, il presidente dell'Abruzzo e commissario delegato Gianni Chiodi, il prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente, il presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis. In attesa dell'espletamento della gara ad evidenza pubblica, si legge nel documento uscito dalla riunione, "per l'affidamento del servizio di trasporto" delle macerie "saranno impiegati, ove necessario i militari e i vigili del fuoco". Per l'espletamento della gara si farà ricorso a procedure accelerate. "Abbiamo individuato la strategia" per la rimozione delle macerie. "Adesso il tavolo sarà riconvocato entro i prossimi dieci giorni". Così il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo alla fine della riunione al ministero dell'Ambiente sul problema della rimozione delle macerie post-terremoto in Abruzzo. "Il tavolo - aggiunge il ministro - ha sviluppato uno spirito costruttivo, sono stati individuati tre siti di stoccaggio e ora un altro è al vaglio dei tecnici". Per fare spazio alle macerie è previsto a Paganica "l'ampliamento funzionale dell'attuale sito ex Teges entro i prossimi trenta giorni - si legge nel documento conclusivo della riunione -, l'apertura, previa gara, di altri due siti già individuati ed esaminati a Barisciano entro trenta giorni e a Bazzano entro sessanta giorni, e poi l'individuazione di almeno una ulteriore macroarea, tra i cinquanta e i trenta ettari, attualmente al vaglio dei tecnici". Secondo il documento prodotto alla fine della riunione si è stabilito di "rimettere i poteri di individuazione dei siti per il temporaneo stoccaggio delle macerie al commissario delegato", ossia a Chiodi, a cui già il decreto conferiva tale facoltà. |


