Ugl Chimici: Dompé vuol lasciare L'Aquila
Cronache - Cronache dall'Aquila
Mercoledì 24 Febbraio 2010 13:22
La procedura di mobilità, per 5 lavoratori della Dompé dell'Aquila, è stata firmata nei giorni scorsi presso l'assessorato provinciale al lavoro dell'Aquila. Lo comunica la Ugl Chimici aggiungendo , in una nota, che "ciò è accaduto nonostante i bei discorsi di solidarietà e sostegno al territorio fatti subito dopo il terremoto a 'Porta a Porta' e durante l'assemblea pubblica di Farmindustria tenutasi a L'Aquila il 25 giugno alla presenza, tra gli altri, del Presidente del Consiglio Berlusconi, della Presidente di Confindustria Marcegaglia, della Presidente della Provincia pezzopane e del Sindaco Cialente.

La Dompé - prosegue il sindacato - ha iniziato un processo di ristrutturazione, che, nel giro degli ultimi 3 anni ha decimato il centro ricerche dell'Aquila portandolo quasi alla chiusura. Prima del sisma è stato chiuso il reparto di Farmacologia e servizi.

Dopo il terremoto il reparto dei chimici, in esilio forzato per l'inagibilità dei laboratori, ha rischiato di non rientrare a L'Aquila in quanto l'azienda voleva sottoscrivere un accordo con una società di Milano che avrebbe riassorbito il personale.

Nel 2010 è prevista una forte riduzione del personale degli uffici che avverrà tramite l'esternalizzazione di alcuni servizi e con il riaccorpamento degli uffici amministrativi nella casamadre che ha sede a Milano.

Dompé - prosegue la Ugl Chimici - ha deciso di togliere il lavoro da un'area svantaggiata e portarlo a Milano. Un altro gruppo di lavoro sarà automaticamente messo in mobilità se, entro il 2011, non verranno trovati dei partner.

Un atteggiamento incomprensibile - afferma il sindacato - dato che lo stesso Dompé, in veste di presidente di Farmindustria, continua a sbandierare i suoi investimenti nel campo della ricerca e continua a vantarsi del suo centro ricerche come fiore all'occhiello.

E' bene ricordare che l'azienda si è insediata a L'Aquila nel 1993 usufruendo dei finanziamenti per le aree del mezzogiorno e oggi questa operazione di ristrutturazione, che sta provocando la perdita di molti posti di lavoro, passa completamente inosservata dalla nostra classe politica.

L'operazione - si legge ancora nella nota - è stata abilmente spalmata in più anni e ogni step della stessa registra un calo di forza lavoro. La cosa non desta scalpore perché 5 persone per volta non richiamano l'attenzione dei nostri politici, ma il risultato è che una delle più grandi risorse di questa città ci sta abbandonando e nessuno dice nulla".

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