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| Sisma, pronta perizia crollo via D'Annunzio |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Mercoledì 24 Febbraio 2010 07:38 |
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Ci sono precise responsabilità umane nel crollo del condominio privato di via Gabriele D'Annunzio, che causò 13 morti. A questa conclusione sono arrivati i consulenti nominati dalla Procura i quali hanno redatto la perizia sul crollo e l'hanno consegnata al procuratore, Alfredo Rossini
, che si baserà sul documento per iscrivere sul registro degli indagati i presunti responsabili dei crolli. Nel mirino della Procura si sono tecnici, progettisti ed amministratori incaricati delle autorizzazioni e dei controlli: sotto accusa potrebbe finire l'intera filiera costruttiva del condominio. La tesi dei consulenti sarebbe rafforzata dal fatto che il palazzo di via D'Annunzio, che si è letteralmente sbriciolato su se stesso, è l'unico nella zona ad avere subito i gravissimi danni: per questo - la convinzione è confermata dai risultati di rilievi ed analisi - sono convinti che alla base del crollo ci siano la violenza della scossa ma anche gli errori progettuali e nella costruzione e l'utilizzo di materiali di scarsa qualità. Con l'apertura del quarto filone d'inchiesta si apre la lunga lista dei condomini privati nell'ex zona rossa, in particolare in via XX Settembre e strade collegate, dove ci sono state decine e decine di morti. Finora sono stati aperti tre filoni con complessivi 26 indagati: si tratta della Casa dello studente, 8 morti e 15 indagati, e del convitto nazionale, 3 morti e 2 indagati, sui la procura ha depositato al Gup le richieste di rinvio a giudizio con le ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Il terzo filone è rappresentato dal crollo della sede della facoltà di ingegneria dell'università dell'Aquila a Roio, dove non c'é stato nessun morto, per il quale sono nove gli indagati per disastro colposo. Al riguardo slittano i tempi per il deposito da parte della procura della repubblica dell'Aquila delle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. La Procura era pronta alla definizione del caso ma i tempi si allungano perché alcuni indagati hanno chiesto di essere interrogati; ciò nel tentativo di convincere i pm aquilani a pronunciarsi per il proscioglimento. Il procuratore capo, Alfredo Rossini, ha più volte detto di ritenere che se la scossa si fosse verificata di giorno avrebbe potuto provocare anche duemila morti, dal momento che la zona del crollo era molto frequentata da studenti. |


