Aquilani forzano blocco zona rossa
Cronache - Cronache dall'Aquila
Domenica 14 Febbraio 2010 17:00
"Io non ridevo" e "Riprendiamoci la nostra città". Con questi slogan stamane oltre 300 aquilani hanno forzato un posto di blocco all'altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa del capoluogo martoriato dal sisma.

L'intenzione era entrare a Piazza Palazzo, considerata inaccessibile, in segno di protesta dopo le intercettazioni relative all'inchiesta fiorentina sugli appalti del G8. Le forze dell'ordine hanno lasciato entrare la gente per evitare disordini.

I manifestanti hanno così raggiunto piazza Palazzo, la stessa in cui un mese fa era stato celebrato un Consiglio comunale tra cumuli di macerie. Su questi una decina di persone sono salite, rivendicando la propria rabbia per non avere più a disposizione la loro città. Simbolicamente ogni persona ha preso con sè una pietra da quelle macerie residue dai crolli del terremoto del 6 aprile.

"Non possono portarci via 700 anni di storia", ha commentato Giusi Pitari, tra i manifestanti, "è ora di riprenderci la nostra città. Siamo indignati, anche di fronte all'assenza dei nostri rappresentanti istituzionali".

"Di questo passo L'Aquila non risorgerà mai. Non potrò ricordarmela io rinata, ma neanche i miei figli", ha aggiunto amareggiata una signora.

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