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Pescara, apertura libera per bar e ristoranti
Cronache - Cronache da Pescara
Venerdì 05 Febbraio 2010 19:26
Scatta la liberalizzazione dei pubblici esercizi a Pescara. D’ora in avanti per aprire un bar, un ristorante, una pizzeria o un self-service non sarà più necessario acquistare una vecchia licenza a prezzi elevati, ma basterà presentare una domanda al Comune che ha annullato il contingentamento dei permessi.
"Tuttavia, per impedire il far west dei locali, abbiamo anche istituito una serie di requisiti che dovranno essere adottati per poter aprire un’attività, requisiti che rappresenteranno la ‘soglia di ingresso’: ad esempio tutti i locali di nuova apertura dovranno essere dotati di impianti di videosorveglianza all’esterno e all’interno, essere attrezzati per la raccolta differenziata dei rifiuti, e poi garantire altri servizi di qualità, tra cui menù in almeno due lingue straniere, puntando sulla valorizzazione dell’enogastronomia locale, o avere strutture capaci di ospitare utenti diversamente abili", hanno spiegato il sindaco Luigi Albore Mascia e l’assessore al Commercio Stefano Cardelli presentando il nuovo Regolamento dei Pubblici esercizi.

In base al nuovo Regolamento comunale, da questo momento, quindi, per aprire un’attività non sarà più necessario acquistare un permesso preesistente, ma sarà sufficiente presentare la propria richiesta allo Sportello unico per le attività produttive, che entro 60 giorni rilascerà la licenza.

Tra i requisiti qualitativi richiesti la disponibilità di un parcheggio personale o la prossimità di un’area di sosta; la presenza di personale di accoglienza alla clientela e di addetti al controllo fuori dalle attività, ossia lo steward; la cura del decoro e dell’immagine esterna della struttura, la dichiarazione di impegno ad aderire a programmi specifici per l’uso del trasporto pubblico o taxi; l’uso di attrezzature a risparmio energetico o utilizzo di sistemi ecocompatibili, come pannelli solari, impianti fotovoltaici o impianti a pavimento; dotazione di servizi igienici superiori alla norma.

E ancora: disponibilità di spazi destinati all’intrattenimento dei bambini e del rilevatore alcolometrico gratis per i clienti; la presenza di menù in almeno due lingue straniere e con almeno due vini doc regionali; la presenza di un’area wireless free; l’esistenza di un sito internet del locale; la conoscenza di almeno una lingua straniera da parte del richiedente; l’adesione alle iniziative e ai circuiti regionali, provinciali e comunali di promozione dei prodotti tipici locali a fini turistici.

Il Regolamento interesserà ogni tipo di attività dedita alla ristorazione, come trattorie, ristoranti, osterie, esercizi di cucina tipica abruzzese, self-service, tavole calde, fast food, pizzerie, pasticcerie, creperie, birrerie, wine bar, enoteche, sale da the, piano bar, disco-bar, e american-bar.

"Siamo certi", ha detto l'assessore Cardelli, "che dopo l’approvazione del Regolamento da parte del Consiglio comunale, documento ora all’esame della Commissione Commercio, avremo una pioggia di richieste destinate a incrementare la dotazione di pubblici esercizi. Il Regolamento, sottoscritto tra l’altro da tutte le associazioni di categoria, risponde dunque a un’espressione chiara della nuova amministrazione comunale: vogliamo dare un’occasione a tutti, favorire la libera concorrenza, ma chiediamo qualità nei servizi".

A tal fine la ‘soglia di ingresso’, ossia i requisiti richiesti saranno più elevati e rigidi nella zona del centro storico, compresa tra via delle Caserme, piazza Unione, viale Marconi, via Conte di Ruvo, via Arnaldo da Brescia e piazza Vittoria Colonna, coinvolgendo dunque anche l’area di sviluppo antistante la nuova stazione ferroviaria di Porta Nuova; soglia di ingresso di secondo livello nell’area del centro urbano, ossia nel quadrilatero compreso tra via Regina Margherita, via Nicola Fabrizi, via Venezia, corso Vittorio Emanuele e via Leopoldo Muzii; ‘soglia’ di terzo livello in tutte le altre zone della città.

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