AL BAR HAITI
L’ilarità di Illary Clinton sul nostro Bertolaso, accusato di fare chiacchiera da bar dello sport a proposito delle sue lezioncine su come si “gestisce” una emergenza terremoto, mi ha sorpreso soprattutto per un aspetto: gli americani sanno davvero tutto di noi.
Le chiacchiere del lunedì, quelle che l’attuale segretario di Stato americano ha definito del “dopo partita”, sono proprio lo specchio del peggiore vizio italico: sessanta milioni di cittadini che tutte le domeniche, allo scadere del 90’ minuto, si trasformano in allenatori di calcio, arbitri, moviolisti, opinionisti, primo uomo e quarto uomo, affermando tutto e il contrario di tutto, emettendo sentenze taglia-teste, dispensando voti e pagelle. Impietosamente.
Ora il capo della nostra Protezione civile avrebbe potuto dare il suo contributo alla causa dei poveri haitiani limitandosi, semplicemente, a dispensare qualche buon consiglio sul da farsi, forte dell’esperienza accumulata sul campo.
E invece che fa? Spara a zero contro le Organizzazioni internazionali accorse in questo angolo remoto e incantevole della terra a prestare soccorso. Come se il Genio militare degli Stati Uniti, tanto per dirne una, non facesse parte del più potente e organizzato esercito del pianeta, ma fosse una congregazione di boy-scout.
Così Illary Clinton non ne ha fatto neanche un caso diplomatico. Peggio. Ci ha umiliato liquidando la boutade del povero Bertolaso con una semplice battuta, proprio come si fa al bar quando entra qualcuno che si fa deridere per il suo comportamento, il suo modo di atteggiarsi a primo della classe.
Ma è pensabile che uno possa recarsi sul luogo della più grande catastrofe naturale degli ultimi decenni e dire: scansatevi signori, ci penso io? E’ proprio vero che certi contagi sono davvero letali e non c’è vaccino che tenga.
Non resta che aspettare la prossima mossa della coppia B&B e l’immediato, “ilare”, sberleffo della comunità internazionale.
checos'altro ci sarà da aspettarsi? scrivo dall...
Comportati da persona civile e usa il linguaggio che useresti davanti a tua madre.