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Pescara: no abrogazione registro coppie di fatto
Cronache - Cronache da Pescara
Giovedì 28 Gennaio 2010 06:15
"Il registro delle unioni civili è un atto di civiltà. La sua abrogazione alimenterebbe i pregiudizi e la violenza".

Lo sostengono a gran voce i rappresentanti dell'associazione Jonathan–Diritti in movimento, del Circolo UAAR Pescara, dell'associazione studentesca 360gradi, della Cooperativa Sociale Pralipè, della Camera del Lavoro CGIL Pescara insieme alle associazioni Kabawil e Libridine, Francesca Valente dell'Ufficio Segreteria CGIL Abruzzo, Laura Denu dello staff Congresso Italiano Transgender Transessuali, Federico D'Amico, Antonio Colella e Claudio Ciannavei.

"Venerdì 29 gennaio", si legge in una nota, "su proposta del suo componente Lorenzo Sospiri, il consiglio comunale di Pescara discuterà dell’abrogazione del registro delle unioni civili. Bocciato una prima volta nel maggio 2005, il registro è stato approvato nel febbraio 2008 con una delibera di indirizzo, ma non ha avuto seguito perché l’amministrazione D’Alfonso non ha proceduto a renderlo operativo con un apposito regolamento".

"Oggi il registro potrebbe essere soppresso: sembra che, nella proposta di delibera, venga giudicato lesivo verso la famiglia tradizionale finalizzata alla procreazione perché contempla il riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali. E di esso si dice, pur se mai è stato reso attuativo, che è stato un atto inutile e dunque da abrogare".

"Noi", prosegue la nota, "riteniamo che tanto accanimento sia di natura puramente ideologica. Ad oggi il registro è un simbolo e non uno strumento; pensiamo però che sia un simbolo di civiltà che ci avvicina all’Europa, dal momento che quasi tutti i paesi europei riconoscono le unioni anche omosessuali e, in taluni casi, gli stessi matrimoni".

"Rileviamo peraltro come l’atteggiamento del centrodestra pescarese sia persino in controtendenza rispetto alle aperture di una parte autorevole del centrodestra nazionale: ci riferiamo a dichiarazioni dell’onorevole Gianfranco Fini".

"Se la Città di Pescara dovesse abrogare il registro, si collocherebbe inevitabilmente in qualcosa che ha il sapore del passato anziché del futuro: in parole chiare, non farebbe altro che alimentare con i pregiudizi e l’intolleranza di sempre, che – ben lo sappiamo da molti fatti di cronaca – alla fine si traduce in atti di violenza".

"Chiediamo al consiglio comunale di Pescara di non procedere all’abrogazione del registro, ma anzi di attuarlo definitivamente".

"Siamo sicuri", conclude la nota, "che molte coppie eterosessuali si iscriveranno presto e, forse, lo farà anche qualche coppia di persone dello stesso sesso (pur se timidamente, dal momento che pregiudizio e intolleranza rendono molto difficile per le persone omosessuali la pubblica dichiarazione della loro unione). E con questo la famiglia tradizionale, quella tra una donna e un uomo, quella che gode del riconoscimento attraverso il matrimonio, sicuramente non verrà danneggiata".

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