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Droga e truffe auto, 13 arresti
Cronache - Cronache da Pescara
Lunedì 11 Gennaio 2010 10:19
Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla frode a danno delle assicurazioni, ricettazione e falso le tredici persone arrestate dalla squadra mobile di Pescara. Gli arrestati, un sodalizio italo-albanese, devono rispondere anche di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo l'accusa, la sede del sodalizio era il centro ricreativo "Anda club" di Moscufo, che è stato sequestrato.

Le indagini della squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo, sono state condotte insieme alla Dia di Firenze. Gli arresti sono stati eseguiti in collaborazione con gli agenti della squadra mobile di Ancona, Verona e L'Aquila.

Per l'accusa gli arrestati si occupavano solo di spaccio di cocaina a Pescara. La droga veniva pagata in Albania con delle automobili, di cui poi denunciavano il furto non veritiero, riuscendo così ad ottenere la cocaina ad un prezzo molto basso.

Le ordinanze di custodia cautelare, dodici in carcere e una ai domiciliari, sono state disposte dal gip del tribunale di Pescara, Carla De Matteis, su richiesta del pm, Palo Pompa.

I particolari sono stati resi noti stamane da Nicola Zupo, capo della Mobile di Pescara, con Aldo De Donno della Dia di Firenze e il maggiore della Finanza di Pescara, Esposito.

Secondo gli investigatori, a capo del gruppo pescarese ci sarebbe Fabio Orta, 37 anni di Pescara, che detiene le quote sociali e gestisce il Centro sportivo "Anda club" di Moscufo. Per l'accusa, Orta agiva attraverso il suo uomo di fiducia Michele Pieragostino, 26 anni, nato a Pescara e residente a Pianella, amministratore della società Anda srl che gestisce di fatto il centro.

Oltre a Orta e Pieragostino, sono finiti in manette gli albanesi Fuat Mezini, 24anni, Renato Mezini (29), Ermir Bodurri (24), Albert Roci (29). Gli italiani arrestati sono Claudio Spinelli, pescarese, 38 anni, Lucio Damiani, pescarese, 49 anni, Walter Marini, 36 anni, nato a Penne e residente a Pescara, Giovanni Di Nardo, 52 anni, nato a Roccamontepiano.

Agli arresti domiciliari Donato Masi, 37 anni, nato in provincia di Bari e residente nelle Marche. Attualmente sono state eseguite 11 ordinanze. All'appello manca anche il capo albanese dell'organizzazione.

La vicenda ha preso il via nel 2006 nell'ambito di indagini della Dia di Firenze. L'operazione, denominata "Adriatik", ha portato anche al sequestro preventivo delle quote sociali della Anda srl e di una Mercedes.

Secondo l'accusa, nel centro sportivo avvenivano le riunioni di gruppo per pianificare le strategie di approvvigionamento della droga. Talvolta lo stesso centro veniva utilizzato anche come deposito della cocaina, in attesa dello smistamento. Ideale allo scopo il centro sportivo di Moscufo tanto perché  si trova fuori dal centro cittadino e poi perché il via vai di gente non avrebbe dato adito a sospetti essendo un circolo ricreativo.

Per gli investigatori la cocaina veniva pagata con le auto di grossa cilindrata che partivano da Bari verso l'Albania. Poi in Italia veniva denunciato  il  falso furto delle stesse auto. Le autovetture in alcuni casi erano noleggiate. Stando alle intercettazioni i beni trasferiti in Albania venivano riciclati attraverso le attività commerciali degli indagati: villaggi turistici e autosaloni.

Inoltre è emerso che Fabio Orta trovandosi in un momento di difficoltà economica aveva deciso di cedere la gestione del centro ricreativo agli albanesi a saldo dei debiti contratti per i rifornimenti di droga.

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