25 mag, 2012
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Nuvole - di Saverio Occhiuto L’ANNO DELL’AMORE

L’ANNO DELL’AMORE


Il 2010 si annuncia come l’anno dell’amore e del perdono, e non siamo alle solite enunciazioni di principio. Anche questa volta, da milanese operoso, Silvio Berlusconi è stato di parola e ha fatto seguire i fatti. Il primo atto di clemenza del potere esecutivo è stato indirizzato al boss Giuseppe Graviano, quello delle stragi di mafia del ’92 e del ’93, al quale è stato alleggerito il regime del carcere duro.
Amore e perdono, appunto. Anche se lo stesso Consiglio superiore della magistratura ha parlato di “fatto tecnico”, smentendo così le interpretazioni più malevole.

Va detto che non tutti hanno accolto l’invito a moderare i toni e a deporre le armi venuto anche dal presidente Napolitano.

Il ministro Brunetta si è ripresentato sulla scena politica con questa trovata esplosiva per il nuovo anno: abolire l’articolo 1 della Costituzione, quello che dice che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. Apriti cielo. Alla Cgil si sono registrati svenimenti a catena. Persino la Lega gli ha suggerito di darsi una calmata.

Sempre per restare al tema dell’amore, L’Italia dei Valori ha proposto un viaggio in una località esotica oltre oceano al nostro premier per riposarsi dalle fatiche di un anno gravoso e “doloroso”, naturalmente con biglietto di sola andata pagato dai suoi oppositori più moderati.

Nel Pd di Bersani falchi e colombe vivono invece una sorta di perenne conclave di riflessione. Quando sarà finito l’effetto dei gas narcotizzanti dell’ultimo congresso, Berlusconi avrà vinto le elezioni anche su Marte nel frattempo riemerso dall’era glaciale.

Ma io voglio continuare ad essere ottimista, così raccoglierò l’invito del nostro premier: il 2010 sarà l’anno dell’amore anche per me. Quando guarderò il Tg di Rete 4 chiuderò gli occhi e invece di Emilio Fede apparirà Enzo Biagi; quando vedrò Patrizia D’Addario chiuderò gli occhi e penserò a Madre Teresa di Calcutta; quando vedrò in tv il ministro Brunetta mi apparirà sullo schermo Nelson Mandela e così Oscar Wilde al posto di Bondi, Lucio Battisti al posto di Apicella, Martin Luther King al posto di Bossi.

Però, che non sia un’idea anche questa: attraversare il 2010 ad occhi chiusi, tranne quando siamo alla guida dell’auto, e sostituire le persone per noi negative con quelle che ci hanno regalato sogni e speranze. Peccato che siano tutti morti.

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