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| Gli auguri del presidente Chiodi agli abruzzesi |
| Cronache - Regione |
| Giovedì 24 Dicembre 2009 09:30 |
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Nel rivolgervi un messaggio augurale, non ignoro la forte preoccupazione che ci accomuna guardando all'anno che sta per cominciare. Un anno che si preannuncia difficile e ci sottoporrà a prove molto ardue.
Vorrei parlare oggi a tutti gli Abruzzesi con un linguaggio semplice e autentico, che non deve indurre al pessimismo ma, tutt'altro, deve spingerci a reagire davanti alle difficoltà con coraggio e lungimiranza. E' stato un anno importante, quello appena trascorso. Un anno che ha visto quotidianamente il nostro impegno in un territorio che, esattamente dodici mesi fa, ha deciso di affidarsi ad una svolta chiamandoci a governare. Da subito abbiamo avvertito il peso della responsabilità di porre solide basi per guidare il cambiamento di questa regione. E proprio mentre iniziavamo a lavorare per fare dell'Abruzzo quello che vorremmo, ossia una regione forte, con un ruolo preciso e identificabile, fuori da una crisi economica e finanziaria che non aveva avuto eguali per dimensioni e diffusione prima di allora, il sisma ci ha colti di sorpresa, devastando il capoluogo e il suo circondario e costringendoci a rivedere il percorso avviato. È difficile ancora oggi non gettare sulla città uno sguardo malinconico anche se in otto mesi, permettetemi di sottolinearlo, è stato fatto un lavoro straordinario. Governo, Protezione civile ed enti locali hanno dimostrato di essere all'altezza di un compito difficilissimo, facendo registrare record assoluti di tempestività ed efficienza. Il 7 aprile scorso nessuno avrebbe creduto in tutto questo. Le difficoltà di gestione in una fase così critica non sono mancate, ma lo Stato si è mostrato presente fin dal primo minuto. Tanti i momenti di commozione vissuti insieme. Le immagini che ci hanno tristemente accompagnato in questi mesi lasceranno un segno indelebile nella nostra memoria. Ma bisogna reagire. Questo è effettivamente un Natale diverso: meno felice, dominato da un sentimento di forte apprensione con lo sguardo angosciato verso chi soffre. Penso ai familiari delle vittime del terremoto, ai giovani rimasti senza lavoro o con impieghi assolutamente precari e non garantiti che vedono con ansia avvicinarsi la scadenza dei loro contratti. M i sento particolarmente vicino a coloro che non percepiscono uno stipendio da mesi e alle loro famiglie. Penso, con sommo dispiacere, agli imprenditori e a quei lavoratori che temono per la sorte delle loro aziende, ai cassintegrati ma, oggi più che mai, sento il bisogno di rivolgermi ai giovani. Sono loro il nostro domani. La nostra speranza. Sono convinto, però, che sarà un Natale ancora meno felice se, per una sorta di rassegnazione e commiserazione, il nostro sguardo sarà poco lungimirante, ripiegato solo su una parte della realtà. Le condizioni ci sono tutte per ripartire con slancio. E' vero che la situazione finanziaria presenta forti criticità: dobbiamo gestire con estremo rigore le risorse correnti regionali e portare a termine il Piano di rientro dal deficit sanitario. Disponiamo, invece, di risorse importanti per lo sviluppo. In questi mesi abbiamo lavorato speditamente per programmare gli investimenti dei prossimi anni in servizi essenziali per la qualità della vita di cittadini e imprese, per la ripresa dalla crisi economica, per la prevenzione e messa in sicurezza del territorio. Abbiamo già definito in maniera puntuale le risorse finanziarie (Fas e fondi comunitari) utili a concretizzare gli obiettivi che ci siamo dati anche attraverso la profonda azione di riforme che abbiamo avviato. L'energia e l'entusiasmo che abbiamo profuso in questo primo anno sono stati notevoli, i progetti stanno dispiegandosi in azioni concrete e i ritardi accumulati negli anni si stanno colmando con il determinato impegno di tutti: Esecutivo e Assemblea consiliare. Abbiamo svolto un'intelligente e lungimirante azione amministrativa che ha consentito, in un solo anno, di ridurre il fortissimo indebitamento di ben 237 milioni di euro e se la Legge Finanziaria che abbiamo presentato verrà approvata dal Consiglio regionale pensiamo di arrivare entro il 2012 a risanare le finanze dell'Abruzzo e, quindi, degli abruzzesi. E lo avremo fatto in soli tre anni. Abbiamo dimostrato innanzitutto a noi stessi, e lo dico con una punta di orgoglio, che era possibile in pochi mesi riattivare all'Aquila quegli elementi di base che qualificano la vita di una comunità: case, scuole e università. E' stata la "sinergia" col governo Berlusconi a rendere l'Abruzzo "più forte", sia pure in un momento difficile come il post-terremoto. Il segnale di ripresa ci infonde speranza e ottimismo, ma non ci fa dimenticare che il percorso di ricostruzione post terremoto è ancora lungo. Dialogo, confronto e impegno sono gli strumenti attraverso i quali esprimere la nostra ferma volontà di far crescere questo territorio, facendolo diventare simbolo di dinamismo, emblema di un'area che sa guardare lontano consapevolmente verso il futuro. Se la politica, però, diventa un continuo gridare, una gara a chi alza di più i toni, uno scontrarsi su tutto, una continua competizione, ne soffrono le istituzioni ma, soprattutto, ne soffrono i cittadini abruzzesi. Ritengo che attraverso un confronto costruttivo si possano ricercare le soluzioni più giuste. Con la ricostruzione, ad esempio, potremo fare dell'Abruzzo un modello esemplare di governo, per condivisione di decisioni, efficacia ed efficienza, per tempi di attuazione e trasparenza della gestione amministrativa. Per il 2010 ci aspetta una stagione di rigore, questo sì, rischiando anche scelte impopolari! Se tutto si sviluppa in maniera corale e con spirito di collaborazione tra le istituzioni, la strada da percorrere sarà più breve e meno irta di ostacoli. Esorto, dunque, tutti gli enti locali, amministratori e dirigenti ad ogni livello, a continuare con determinazione e perseveranza nel loro lavoro. Molti li conosco, sono persone serie, responsabili e oneste. E voglio dirlo con forza: non è vero che la classe politica abruzzese sia dedita a curare gli interessi personali più di quelli della comunità che amministra, come si legge sempre più spesso sui blog e si sente nei bar. Purtroppo, vale sempre il detto che in una foresta fa rumore solo l'albero che cade e non anche le centinaia di alberi che crescono. Ringrazio i dipendenti regionali, e in particolare, quelli delle sedi aquilane, che hanno lavorato in condizioni personali, familiari e logistiche difficili continuando ad interpretare con spirito di servizio la loro funzione e proponendosi con atteggiamento collaborativo e costruttivo in questi mesi. Ci stiamo impegnando per avviare un percorso ancora lungo che richiede determinazione e coraggio, in cui io sarò in prima linea in veste di Commissario delegato per la ricostruzione e la funzionalità degli edifici e dei servizi pubblici. Anche per la sanità mi è stato affidato un compito molto difficile, quello di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario. Ma la vera sfida sarà quella di costruire una Sanità di grande qualità ed a costi sopportabili per il sistema Abruzzo. Ci saranno molte resistenze puntuali da parte di lobbies professionali, imprenditoriali, politiche che vedranno restringersi gli spazi di potere ed i privilegi. Ma i cittadini saranno dalla nostra parte, magari in modo silenzioso, ma saranno dalla parte della riforma della Sanità. Sono convinto che possiamo affrontare queste sfide e creare le premesse per un futuro migliore, facendo leva proprio sui punti di forza e sulle energie di cui disponiamo. La rinascita dell'Abruzzo per me rappresenta un pensiero continuo, il cuore pulsante di tutte le mie riflessioni. Vogliamo risanare e progettare un nuovo futuro per l'intera regione. Dobbiamo cercare di contenere, il più possibile la recessione provocata dalla crisi economica internazionale. La ripresa del lavoro, con il nuovo anno, catalizzerà importanti opportunità e ci condurrà a grandi successi. Il nostro intento è quello di continuare in un'azione di governo qualificata, larga e trasparente. L'augurio è quello che il nostro lavoro incontri nuovi stimoli, maggiore confronto e grande collaborazione. Di una cosa siamo certi: anche nel 2010, ogni giorno, con forza ed energia, faremo di più e meglio per costruire un domani più sereno. Sento che questo è il mio dovere. Questa è la mia responsabilità. Mai come ora, però, c'è bisogno di avvicinare la gente alle Istituzioni. Mi rivolgo ai giornalisti e responsabili dell'informazione, la cui funzione si è rivelata preziosa in questi mesi, affinché continuino a tenere accesi i riflettori sul nostro Abruzzo e a mostrare tutto il nostro impegno quotidiano per garantire l'uscita dalla crisi e l'avvio di una nuova stagione di sviluppo. Auguri sinceri, dunque, di salute, di lavoro e di pace che sostengano un comune cammino che ci veda uniti e vicini. Il Natale è un momento di riflessione, un invito alla speranza prendendo spunto proprio dal significato più profondo della festività: la rinascita. Auguro a ciascuno di noi, nel pubblico e nel privato, di poter lavorare con tutte le proprie forze per promuovere un futuro migliore. Affrontiamo il 2010 con fiducia. Possa il nuovo anno portare serenità all'Abruzzo intero. Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti. Gianni Chiodi |


