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Inchiesta Pescara, rinviata udienza D'Alfonso
Cronache - Cronache da Pescara
Martedì 22 Dicembre 2009 13:57
Per mancanza di tre notifiche è stata rinviata al 6 aprile 2010 l'udienza preliminare relativa alla prima tranche dell'inchiesta, denominata "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara. Tra i 26 indagati l'ex sindaco Luciano D'Alfonso e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto.

Il difetto di notifica riguarda Carlo Toto e due difensori. All'udienza del gup Guido Campli non erano presenti gli imputati. Hanno partecipato gli avvocati del Comune di Pescara e dei gestori del bar del tribunale che hanno intenzione di costituirsi parte civile.

Il legale dell'amministrazione comunale di Pescara, Claudio Di Tonno, ha informato che il Comune si costituirà parte civile per danno all'immagine e danno patrimoniale diretto e indiretto.

Coinvolti anche il dirigente comunale Guido Dezio e l'imprenditore Massimo De Cesaris, che il 15 dicembre 2008 finirono agli arresti domiciliari insieme a D'Alfonso . L'inchiesta riguarda i lavori pubblici, tra cui quelli riguardanti i cimiteri e l'area di risulta, e la pubblicità istituzionale.

I 26 indagati sono accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d'ufficio, favoreggiamento e turbata libertà degli incanti.

A Luciano D'Alfonso, Guido Dezio, Marco Molisani, Luciano Di Biase, Vincenzo Cirone, Antonio Dandolo, Pierpaolo Pescara, Marco Presutti, Fabrizio Paolini, Giampiero Leombroni, viene contestata l'associazione per delinquere: "D'Alfonso capo e promotore, gli altri partecipi, al fine di commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio volti al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attivita' politica di Luciano D'Alfonso e per la propaganda presso i potenziali elettori in favore del sindaco".

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