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Pescara, inaugurata casa d'accoglienza
Cronache - Cronache da Pescara
Lunedì 21 Dicembre 2009 16:55
E' stata inaugurata oggi, a Pescara, la casa di accoglienza per i rifugiati realizzata dalla Caritas in via Stradonetto, con il cofinanziamento dell’amministrazione comunale.

"Si tratta di un ulteriore seme che stiamo gettando per quella collaborazione che continuerà a vedere protagonisti il Comune di Pescara e la Caritas: il 2010 dovrà essere l’anno del dormitorio in via Alento, l’anno dei nuovi interventi per il sociale e soprattutto l’anno della realizzazione di un sistema di aiuti interistituzionali che dovrà renderci in grado di supportare l’utente in condizioni di disagio sotto ogni punto di vista", hanno affermato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e l’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini.

"Si tratta di un progetto promosso dal Ministero degli Interni", ha ricordato il sindaco Albore Mascia, "che addirittura già nel 2001 ha predisposto un ‘Programma nazionale di asilo’, nato anche per sostenere l’ondata di arrivi e di sbarchi sulle nostre coste. L’intervento, denominato ‘LaPe Dream’, ha avuto come obiettivo non solo la realizzazione di una struttura per l’erogazione di vitto e alloggio, ma piuttosto la creazione di un sistema di accoglienza integrata, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico per garantire agli assistiti la piena autonomia linguistica, economico-lavorativa e abitativa".

Il costo complessivo del progetto ammonta a 155mila euro: 46mila 500 euro sono stati erogati dall’amministrazione comunale, 108mila 500 euro dallo stesso Ministero dell’Interno. Oggi la nuova struttura, realizzata in via Stradonetto, ospita 16 utenti, ossia 11 donne e 5 minori, provenienti da Eritrea, Somalia, Zaire e Sudan.

"Il programma", ha illustrato l’assessore Cerolini, "punta a favorire l’accesso degli utenti ai servizi erogati sul territorio, come l’assistenza sanitaria; fornisce assistenza psicosociale e psico-pedagogica, attraverso il supporto e l’intervento dell’équipe degli operatori, nonché attraverso il coinvolgimento dei servizi socio-educativi erogati nel territorio; promuove l’apprendimento della lingua italiana, sia mediante corsi erogati da Enti che operano in città, sia attraverso lezioni private organizzate da insegnanti interni al progetto; prevede l’accesso a corsi di formazione professionale e di istruzione per adulti, nonché l’iscrizione a scuola, centri gioco, ludoteche e colonie per i minori".

Prevede inoltre l’accesso ad attività di formazione, supporto e consulenza legale sulle procedure d’asilo e sui diritti e doveri dei beneficiari e a corsi di orientamento lavorativo, attraverso il contributo del Centro per l’Impiego, delle Agenzie interinali, del Centro di Ascolto della Caritas diocesana e dei diversi enti che operano nel settore. E fondamentale, anche in questo settore, è il supporto del volontariato, come promotore di iniziative quali laboratori, accompagnamenti, baby sitting e momenti di socializzazione.

"Le beneficiarie, come previsto nel progetto", ha sottolineato l'assessore, "possono usufruire di sei mesi di supporto, termine eventualmente prorogabile, ma comunque entro il quale devono dimostrare di aver raggiunto una competenza linguistica discreta, di essere in grado di accedere autonomamente ai servizi, di aver reperito un’attività lavorativa idonea al proprio sostentamento, di aver individuato una soluzione abitativa alternativa e di aver raggiunto una discreta autonomia e integrazione tale da poter proseguire il proprio percorso al di fuori del progetto".

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