Tratta esseri umani in Abruzzo
Cronache - Regione
Martedì 15 Dicembre 2009 06:45
La tratta degli esseri umani ai fini dello sfruttamento sessuale e del lavoro schiavizzato non risparmia l'Abruzzo dove si contano 119 vittime negli ultimi due anni. I dati sono stati resi noti dall'associazione On The Road.

"Sul fronte dello sfruttamento sessuale, i luoghi più a rischio sono il litorale abruzzese e le zone al confine con le Marche, i paesi tra le province di Teramo e Pescara, la zona di Bonifica del Tronto, di Francavilla, Silvi, Martinsicuro e Alba Adriatica. Qui non si troverà mai una donna che si autodetermina e che sceglie di prostituirsi in modo consapevole", ha detto il sostituto procuratore di Teramo, David Mancini, commentando il convegno in programma oggi a Pescara, organizzato dall'associazione "On The Road" che si occupa del recupero di persone vittime di tratta.

"Per la maggior parte", ha spiegato Mancini, "le vittime sono donne nigeriane su cui gravano debiti di natura sia economica che psicologica. Le donne che vengono portate in Italia per poi farle prostituire sono spesso vittime di riti tribali che influiscono pesantemente sulla loro psiche. A questo bisogna aggiungere il costo del viaggio per giungere in Italia che dev'essere riscattato".

Centrale, secondo Mancini, il momento del primo approccio con le potenziali vittime di tratta: "E' necessaria la creazione di una rete tra forze dell'ordine, questure ed attori sociali per fare in modo che l'individuazione delle potenziali vittime avvenga fin dall'identificazione: fino a quando questo percorso verrà lasciato alla sensibilità del singolo, è destinato a fallire".

I numeri in Abruzzo
Nel periodo 2007-2009, secondo i dati comunicati dalla Onlus On The Road, sono state 119 le persone vittime di grave sfruttamento e tratta prese in carico nei programmi previsti dall'articolo 13 della legge 288 del 2003 contro il traffico di esseri umani e dall'articolo 18 del Testo Unico sull'immigrazione, che hanno avuto come ultimo domicilio o come ultimo luogo di sfruttamento e schiavitù il territorio della Regione Abruzzo. Si tratta di 68 donne e 45 uomini.

Le donne hanno un'età compresa tra i 16 e i 50 anni, e provengono nella maggior parte dei casi da Nigeria (38), Romania (19), Cina (7), Kyrghistan (2) ma anche Cuba (2), Marocco (1), Moldavia (1), Albania (1), Russia (1) e Ucraina (1). Nella quasi totalità dei casi, si tratta di donne inserite nel circuito dello sfruttamento sessuale della prostituzione sia in strada che al chiuso (appartamento e locali notturni).

Gli uomini hanno un'età compresa tra i 17 anni e i 44 anni, e provengono dall' Iraq (23), dall'India (12), dall'Egitto (3), dal Marocco (2), dalla Nigeria (2), dal Costarica (1), dalla Cina (1) e dalla Bulgaria (1). Le 23 persone provenienti dall'Iraq sono state intercettati e sottratte dal circuito criminale prima del loro inserimento effettivo nell'ambito dello sfruttamento lavorativo. Gli altri 22 uomini sono stati inseriti nel circuito dello sfruttamento lavorativo e di altre attività illegali.

Delle 119 persone prese in carico, 96 erano domiciliate nella Regione Abruzzo di queste 64 venivano sfruttate nello stesso territorio, mentre l'emersione dalla situazione di sfruttamento è avvenuta negli stessi comuni per 45 di loro. Le altre 23 persone venivano sfruttate e sono emerse nel territorio della Regione Abruzzo ma vivevano in altre regioni.

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