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Immigrazione clandestina, 64 arresti
Cronache - Cronache da Pescara
Lunedì 14 Dicembre 2009 09:52
E' scattata da Penne una vasta operazione contro l'immigrazione clandestina, denominata "Lavoro pulito", condotta dai carabinieri del comando provinciale di Pescara che hanno eseguito 108 misure cautelari in 23 province del centro-nord Italia.

Dei 108 provvedimenti disposti dal gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, 31 sono misure cautelari in carcere, 33 arresti domiciliari e 44 obblighi di dimora. Le indagini sono cominciate nel 2006 da parte dei carabinieri di Penne, mentre a chiedere le misure cautelari sulla base delle risultanze investigative è stato il pm Giampiero Di Florio.

Con questa operazione, i carabinieri ritengono di aver disarticolato uno dei meglio organizzati sodalizi criminali che hanno alimentato il fenomeno della immigrazione clandestina e continuamente supportato i flussi migratori, nella più totale illiceità. Attraverso un "virtuoso" meccanismo truffaldino ed evidenti complicità para istituzionali a Pescara e in diverse regioni italiane, con ramificazioni in numerosi stati stranieri.

Delle 108 misure emesse dal Tribunale di Pescara, di cui 25 riguardano italiani, i carabinieri ne hanno eseguite 81. Le altre persone interessate ai provvedimenti sono 51 tunisini  e 19 marocchini, ma ci sono anche persone di Bangladesh, Cina, Albania, Sri Lanka, Algeria e Francia. Gli abruzzesi sono 17, tra cui il deus ex machina dell'intera organizzazione, Roberto Avigdor, di 60 anni, tributarista, nato a Napoli e domiciliato a Sant'Egidio alla Vibrata (Teramo).

Secondo gli investigatori, era lui a gestire la centrale dell'immigrazione clandestina che faceva arrivare in Italia gli stranieri con la promessa del lavoro e della regolarizzazione chiedendo a ogni extracomunitario 5.000 euro.

Gli extracomunitari arrivati illecitamente in Italia in questo modo sono circa 1.500. L'organizzazione si è estesa dall'Abruzzo in altre regioni del centro-nord, tranne l'Umbria, e poi a livello internazionale. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, all'estersione al falso e alla sostituzione di persona.

Gli extracomunitari che arrivavano in Italia si trovavano a lavorare nei campi in condizioni disumane, e si chiedeva loro di raggiungere degli obiettivi difficilissimi, 45-50 cassette di prodotto da raccogliere. In alcuni casi dovevano pagare anche per il trasporto e la sistemazione, nonostante il compenso percepito fosse di appena 2 o 3 euro al giorno. Sono stati proprio alcuni stranieri a rivolgersi ai carabinieri, e a far partire le indagini, lamentandosi dello sfruttamento a cui erano sottoposti. Dei 5.000 euro che l'organizzazione chiedeva a ogni immigrato per farlo arrivare in Italia, mille venivano assicurati alle aziende agricole conniventi che garantivano lavoro a questi braccianti.

I mille euro di contributo alle aziende venivano, di fatto, utilizzati per pagare i lavoratori per cui è come se gli stranieri si auto-pagassero. "Queste aziende - ha fatto notare il procuratore della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi - venivano contattate tramite un'addetta della Coldiretti di Pescara, che metteva in evidenza la convenienza dell'affare".

La donna, arrestata oggi, è Romina Candeloro, di 39 anni, che avrebbe preso delle provvigioni per svolgere l'incarico. Trifuoggi ha anche messo in evidenza che le misure cautelari non riguardano i lavoratori sfruttati, ma solo l'organizzazione centrale e le sue diramazioni. Il comandante provinciale dei carabinieri, Marcello Galanzi, ha sottolineato che in Tunisia era stato istituito un ufficio di collocamento che riceveva circa cento richieste al giorno da vari paesi e si stava già lavorando per far arrivare qui altri irregolari.

I rapporti di lavoro erano apparentemente regolari, ha concluso il sostituto procuratore Giampiero Di Florio, ma la documentazione rilasciata per l'assunzione e la regolarizzazione era ingannevole. Gli indagati sono 152, in totale, e tra i destinatari delle misure cautelari ci sono i 20 imprenditori conniventi.

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