| Pescara. Huge Wine Glass, no a carotaggi |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Lunedì 14 Dicembre 2009 06:25 |
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L’amministrazione comunale di Pescara ha deciso di opporsi giudizialmente alla richiesta di effettuare carotaggi sullo Huge Wine Glass, l'opera di Toyo Ito ceduta un anno fa in piazza Salotto. Lo sostiene il sindaco Luigi Albore Mascia dopo la richiesta avanzata dal perito incaricato dal Tribunale, l’architetto Domenico Lucarelli.
"Comprendiamo le ragioni del perito, che pure ritiene necessaria l’estrazione di blocchi di materiale dal ‘bicchiere di vino’ per effettuare prove di laboratorio sulle sostanze utilizzate per la realizzazione del manufatto. Ma è di tutta evidenza che tali prove", sottolinea Albore Mascia, "comprometterebbero per sempre la struttura, già in condizioni precarie, e un suo futuro riposizionamento sul territorio, una struttura che, al di là di qualunque valutazione estetica, è pur sempre costata 1 milione e 100 mila euro". "Chiederemo dunque alla magistratura di valutare la possibilità di giungere alla verità dei fatti attraverso altre procedure e soprattutto chiederemo tempi stretti per consentire al nuovo governo comunale di ridisegnare rapidamente il volto del ‘salotto’ di Pescara e di decidere la nuova ubicazione del Wineglass", ha annunciato il sindaco di Pescara ufficializzando l’istanza depositata in Tribunale dal perito Lucarelli e trasmessa al Comune. "L’istanza è stata depositata lo scorso 27 novembre, nell’ambito delle lunghe prove peritali tese all’accertamento dei fatti in merito all’incredibile cedimento dello Huge Wine Glass del maestro Toyo Ito, avvenuto nel febbraio 2009, appena 64 giorni dopo la sua installazione in piazza Salotto, avvenuta esattamente un anno fa, il 14 dicembre 2008", ha ricordato il sindaco Albore Mascia. L’architetto Lucarelli ha ricevuto dal Tribunale di Pescara, lo scorso 10 luglio, l’incarico di dare risposte chiare ad alcuni quesiti: innanzitutto se gli eventuali vizi e le difformità riscontrati fossero eliminabili e con quale costo e con quale incidenza proporzionale sul prezzo convenuto; se l’opera realizzata risultasse assolutamente inadatta alla sua destinazione; se l’opera risultasse realizzata in conformità al progetto e alle indicazioni fornite dal Committente, dal Direttore dei lavori e dal progettista e se, per i caratteri di novità dell’opera, la sua realizzazione avesse comportato la soluzione di complesse problematiche tecniche. Nella propria istanza, l’architetto Lucarelli ha affermato che le risultanze della complessa attività d’indagine, esperita sino a oggi, consentono solo una risposta parziale e inadeguata ai quesiti. Per tale ragione ritiene fondamentale l’esecuzione di approfondite indagini di natura sperimentale chimico-fisico-meccaniche ossia: l’analisi spettrofotometrica infrarosso, per evidenziare eventuali monomeri non polimerizzati all’interno dello Huge Wine Glass; l’estrazione con solventi, per individuare unità monometriche od oligomeri all’interno della matrice polimerica; la risonanza magnetica nucleare dell’estratto, per identificare sostanze solubili; l’analisi cromatografica e permeazione di geli per la determinazione di masse molecolari e della loro distribuzione; l’analisi termo-gravimetrica per la valutazione quantitativa di sostanze volativi e additivi inorganici; l’analisi di resistenza meccanica per la verifica di corrispondenza alle specifiche progettuali; il controllo parametrico statistico con materiale di campione. "Tenendo conto che il ‘bicchiere’ è costituito da blocchi di 20 centimetri di spessore, prodotti separatamente, l’architetto Lucarelli ha dichiarato indispensabile l’esperimento di tali indagini su almeno dodici campioni prelevati dai vari blocchi, oltre che su altri otto campioni prelevati dai collanti di giunzione dei blocchi, in altre parole", ha sottolineato Albore Mascia, "ha chiesto al giudice l’autorizzazione per effettuare dei carotaggi sul ‘bicchiere’, creando dei fori e prelevando il relativo materiale, un’operazione che però, per stessa ammissione del perito, con il prelievo di campioni, potrebbe innescare ulteriori quadri di degrado e dissesto del manufatto". "Non solo: tali prove avranno un costo preventivato pari a 15mila 120 euro, la cui metà dovrà comunque essere anticipata dal Comune. Studiate le carte, l’amministrazione comunale ritiene doveroso presentare opposizione giudiziale a tale istanza ritenendo che, tali carotaggi, comprometterebbero in modo irreparabile le condizioni del ‘bicchiere’ di Toyo Ito e soprattutto qualunque ipotesi circa la sua diversa ubicazione sul territorio. Al di là di qualunque considerazione prettamente politica o qualunque altra valutazione estetica in merito all’opera, è chiaro che ormai quella struttura,costata un milione 100 mila euro, fa parte del patrimonio della città, ed è dovere dell’amministrazione tentare di tutelare ciò che resta del bicchiere". "E’ ovviamente nostro interesse che si faccia piena luce sulla vicenda: dopo dieci mesi dal crollo", ha aggiunto il sindaco, "chiediamo che si giunga alla verità dei fatti perché la città ha il diritto di sapere cos’abbia provocato il cedimento di quel ‘bicchiere’, progettato dal maestro giapponese Toyo Ito e realizzato dalla Clax Italia, e perché abbia resistito appena 64 giorni. Ed è nostro interesse anche che tale verità sia accertata nel più breve tempo possibile per consentirci di cambiare pagina, di decidere il nuovo assetto di piazza Salotto e soprattutto il futuro dell’opera di Toyo Ito: l’amministrazione comunale ha già un’idea chiara sul nuovo volto del ‘salotto’ della città, ma di fatto siamo momentaneamente bloccati, non possiamo adottare provvedimenti o progetti già pronti finché non sarà risolto definitivamente il ‘caso’ del Wineglass". |


