Sanità: Fondo aumentato di 62 milioni
Cronache - Regione
Venerdì 11 Dicembre 2009 13:22
E' stata raggiunta intorno alle 6 di questa mattina l'intesa tra i presidenti di Regione sul riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2010, con un aumento per l'Abruzzo di 62 milioni di euro rispetto al 2009.

Hanno impiegato circa 48 ore i presidenti di Regione e gli assessori alla Sanità per arrivare ad un'intesa per la ripartizione dei 102 miliardi e 895 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per il fabbisogno sanitario di tutte le regioni.

La somma totale assegnata alla Regione Abruzzo per la sanità dalla Conferenza Stato-Regioni è di 2 miliardi 306 milioni di euro. Quindi la Regione ha ottenuto 62 milioni in più rispetto ai 2 miliardi 244 milioni ottenuti nel riparto per il 2009.

La ripartizione deliberata dalle Regioni, dopo l'approvazione della Conferenza, andrà all'esame del Cipe per la deliberazione amministrativa. "Quello raggiunto dall'Abruzzo può essere considerato un ottimo risultato", hanno commentato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e gli assessori Lanfranco Venturoni e Carlo Masci che hanno seguito passo passo per due giorni il dibattito all'interno della Conferenza delle Regioni.

"E' stato un riparto complesso e delicato", hanno spiegato, "e con la riunione che ha toccato momenti di forte tensione, ma la sintesi è stata raggiunta grazie all'impegno di tutte le regioni, nel segno di quel principio di solidarietà che ormai da anni caratterizza l'azione della Conferenza".

L'accordo era sul punto di saltare per il mancato recupero di 17 milioni di euro, il cui costo è stato poi spalmato su tutte le regioni. Sono stati proprio Venturoni e Masci, a notte inoltrata, a lanciare l'appello decisivo ai Presidenti e assessori alla Sanità che ha permesso in questo modo di uscire dall'empasse e arrivare alla chiusura dell'accordo.

La discussione delle Regioni partiva dalla proposta del ministero della Salute, che per l'Abruzzo aveva previsto una quota indistinta di 2 miliardi 304 milioni di euro, comprensiva oltre che dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) anche delle spese vincolate legate ai ticket della specialistica, del rinnovo dei contratti di categoria e dell'assistenza degli immigrati.

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