Legambiente: Migliorare legge blocca petrolio
Cronache - Regione
Lunedì 07 Dicembre 2009 17:37
Legambiente e Wwf esprimono un giudizio positivo sulla proposta di legge regionale “Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale” a contrasto della petrolizzazione del territorio abruzzese. Ma chiedono di migliorare il provvedimento per quanto riguarda le attività a mare.

"Si tratta di un provvedimento importante – sottolineano Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, consigliere nazionale di Wwf Italia – che, a poco più di venti giorni dalla scadenza della moratoria stabilita dalla Legge Regionale n. 14 del 2008, mette di nuovo freno agli interessi delle compagnie petrolifere ed al progetto del Centro oli dell’Eni di Ortona. La proposta assume un valore politico rilevante in quanto, la regione Abruzzo ribadisce una scelta di campo che non pone dubbi sulla vocazione territoriale regionale in quanto, le attività di sfruttamento del sottosuolo sono vietate proprio a tutela della pianificazione esistente, dell’ambiente naturale e dell’agricoltura di qualità e del principio di precauzione sul rischio sismico ed idrogeologico".

Da un punto di vista tecnico le Associazioni, dopo aver analizzato nel dettaglio i contenuti, hanno espresso la necessità di integrare e migliorare la proposta di legge in sede di discussione in Consiglio regionale in quanto la norma presenta alcune imprecisioni terminologiche, non risolve il problema delle concessioni di estrazioni già rilasciate e, soprattutto, non reca alcun riferimento alla situazione a mare, dove gli interessi delle compagnie petrolifere sono maggiori e più pressanti.

Lo strumento per bloccare anche a mare il proliferare di piattaforme estrattive può essere individuato nel Piano di Gestione Integrata della zona costiera. "La Regione deve impegnarsi – continuano i rappresentanti delle due associazioni ambientaliste – a redigere il Piano di Gestione Integrata della zona costiera, strumento previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale, capace di valutare nello specifico anche gli influssi delle attività petrolifere sul sistema costiero. È necessario costituire un modello partecipativo di stampo europeo che metta allo stesso tavolo interessi e competenze: le intese così costruite potranno preparare la strada ad un piano integrato di gestione".

Attraverso l’introduzione nella legge di un nuovo articolo, la Regione può impegnarsi a predisporre tale strumento entro tempi brevi e certi, disponendo, nelle more della sua approvazione, una moratoria che blocchi gli iter autorizzativi avviati.

"Sappiamo che anche altre forze politiche stanno predisponendo proposte di legge in questa direzione - hanno aggiunto i rappresentanti di Legambiente e Wwf – Questo è sicuramente un bene perché nella discussione in Consiglio Regionale si potrà migliorare il testo presentato dal Presidente Chiodi. Tutti devono collaborare per giungere ad una legge condivisa, confermando quell’unità che, nonostante i distinguo di merito, non mancò al momento dell’approvazione della precedente legge regionale poi impugnata dal Governo Berlusconi".

Secondo le due associazioni, nella discussione del Consiglio si potrà ribadire anche la necessità di dotare la Regione di tutti quegli strumenti di pianificazione (Piano Energetico Ambientale Regionale) e di valutazione (ambientale, strategica e sanitaria), indispensabili per consolidare la scelta di mantenere l’Abruzzo una regione libera dal petrolio.

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