Coppito. San Pietro, spunta affresco del '400
Cronache - Cronache dall'Aquila
Lunedì 07 Dicembre 2009 16:38
Un affresco raffigurante una scena dell’adorazione dei pastori è stato trovato nella chiesa di San Pietro, nella frazione di Coppito (L'Aquila) durante i lavori di messa in sicurezza in vista della prossima riapertura a Natale. Il dipinto, probabilmente di Saturnino Gatti, è emerso dall’apertura di alcune tamponature laterali a causa del terremoto.

Secondo la storica dell’arte Biancamaria Colasacco, l’affresco è ragionevolmente databile tra l’ultimo decennio del 1400 e il primo decennio di 1500. "La qualità di questo frammento che era il fondo di un’edicola anche essa affrescata", ha detto, "ci consente di azzardare l’ipotesi che si tratti di Saturnino Gatti".

"E' un ritrovamento eccezionale", ha commentato l’arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, "specie a pochi giorni dal Natale”. La Soprintendenza è stata chiamata in causa durante i lavori, condotti dall’impresa Sap.

"Nel corso dell’analisi di tutto il quadro fessurativo", ha spiegato l’architetto Marcello Marchetti della Soprintendenza, "abbiamo notato una serie di lesioni, così nelle operazioni di scuci e cuci ci siamo accorti di questi lavori che venivano eseguiti a partire dalla facciata". Secondo l’architetto della Soprintendenza l'affresco è stato chiuso nel XVIII secolo quando, a seguito ancora del terremoto del 1460, la chiesa benedettina a tre navate è diventata un’aula unica.

"Dopo il terremoto del 1703", ha proseguito, "la chiesa è stata ricomposta in maniera barocca mettendo gli altari e chiudendo tutta la parte presbiteriale per cui la zona dietro non era più a vista, ma il sisma del 6 aprile ha aperto le tamponature restituendo questo affresco". Secondo la storica dell’arte Biancamaria Colasacco, l’affresco è ragionevolmente databile tra l’ultimo decennio del 1400 e il primo decennio di 1500. “La qualità di questo frammento - spiega - che era il fondo di un’edicola anche essa affrescata, ci consente di azzardare l’ipotesi che si tratti di Saturnino Gatti”.

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