Libro: Un commissario scomodo
Martedì 01 Dicembre 2009 07:40
"Un commissario scomodo". E' il titolo del libro scritto da Ennio Di Francesco che racconta la sua vita e la sua amicizia con il giudice pescarese Emilio Alessandrini, morto per mano terrorista.

"Ha lottato il crimine dalla parte di quello Stato", si legge in una nota, "mai disposto a scendere a patti, a piegarsi alle ragioni dell’antistato. Ma ha pagato con l’emarginazione e l’isolamento quando ha iniziato a battersi per la democratizzazione delle forze di polizia in anni in cui valeva solo la legge del manganello e mai quella della ragione e del dialogo su temi cruciali che si affacciavano nella società di allora, come la lotta al fenomeno delle tossicodipendenze".

Ora Ennio Di Francesco, ex funzionario di pubblica sicurezza ed ex ufficiale dei carabinieri, racconta quell’esperienza che ha segnato la sua vita e un pezzo di storia del nostro Paese nel libro "Un commissario scomodo", edito da Sandro Teti, che sarà in libreria fra pochi giorni.

Nelle prefazioni di Norberto Bobbio e Gino Giugni, già segnato dalla malattia all’epoca del suo scritto, è ben sintetizzato il valore di questa alta "missione" dell’abruzzese Ennio Di Francesco, riconosciuta purtroppo solo dopo qualche decennio di incomprensioni e tensioni sociali, e ancora oggi scomoda per qualcuno.

Di Francesco, presidente dell’associazione Emilio Alessandrini, è a Pescara in questi giorni per organizzare un incontro sulla strage di piazza Fontana che si terrà il 12 dicembre, all’auditorium De Cecco, con il coinvolgimento delle scuole della città.

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