Regione. Vietata estrazione olio combustibile
Cronache - Regione
Lunedì 30 Novembre 2009 17:11
In Abruzzo non si potranno più fare sondaggi, ricerca, estrazione e prima lavorazione di olio combustibile. Lo ha deciso oggi la giunta regionale che ha modificato integralmente la precedente legge regionale, n. 14, "Provvedimenti urgenti a tutela della Costa teatina".

Tale legge, sulla quale la Corte costituzionale ha anche mosso eccezioni, nelle more di vari strumenti di valutazione, sospendeva fino al 31 dicembre 2008, ogni permesso a costruire per l'insediamento di nuove industrie insalubri.

Con il disegno di legge varato oggi, su proposta del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, si introduce un principio definitivo e generalizzato che intende preservare, dall'insediamento di attività contraddistinte da un alto potenziale di inquinamento, tutte quelle aree caratterizzate da particolari peculiarità fisiche e geografiche.

L'esecutivo regionale ha classificato sei aree, che costituiscono la quasi totalità del territorio regionale, sulle quali sono vietate tutte le attività connesse allo sfruttamento del sottosuolo.

Si tratta di: aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, di origine controllata garantita (d.o.c.g.), di origine controllata (d.o.c.), di indicazione geografica tipica (i.g.t.), di origine protetta (d.o.p.), di indicazione geografica protetta (i.g.p.), riconosciute ai sensi della vigente normativa statale e regionale; aree protette così come individuate ai sensi delle normativa vigente; aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel piano paesaggistico, ai sensi della normativa statale e regionali vigente.

E poi siti di interesse comunitario (Sic), nelle Zone di Protezione speciale (Zps) e negli altri siti di interesse naturalistico; aree ricadenti nelle categorie di pericolosità elevata (P2) e molto elevata (P3) e nelle classi di rischio elevata (R3) e molto elevata (R4) del piano regionale per l'Assetto idrogeologico; aree sismiche classificate come "Zona 1" e "Zona 2", individuate dalla Regione ai sensi della normativa statale vigente in materia sismica.

"Abbiamo inteso chiudere in modo definitivo", ha commentato Chiodi, "un capitolo che ha visto questo Governo regionale sempre in prima linea in difesa del suo territorio, delle produzioni locali e della salute, e con il quale speriamo di ridare certezze e tranquillità alle popolazioni e agli imprenditori che hanno visto come una minaccia l'insediamento di industrie dedite alla lavorazione di olio combustibile".

Ora il provvedimento varato dalla Giunta regionale deve passare l'esame del Consiglio regionale. "E' una proposta aperta alle valutazioni di consiglieri legati al loro territorio", ha concluso il Presidente, "e pertanto, ben consapevoli della necessità di una normativa seria e definita in questa materia, proprio per preservare l'Abruzzo e garantirne uno sviluppo sano e compatibile con le inclinazioni di questa regione".

L'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, ha sottolineato come "con questo importante atto dell'esecutivo regionale si dà una risposta definitiva e di assoluta chiarezza, contro ogni ipotesi di realizzazione del cosiddetto Centro Oli di Ortona".

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