| Trote, ripopolati i fiumi Orte e Tavo |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Giovedì 26 Novembre 2009 06:10 |
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Un centinaio di trote fario, appartenenti al ceppo autoctono Mediterraneo, sono state rilasciate nel torrente Orte, all’interno del Parco nazionale della Majella. Altrettanti esemplari sono stati liberati nel fiume Tavo, in un tratto ricadente nel Parco Gran Sasso-Monti della Laga.
L’operazione, eseguita dai tecnici del settore Pesca della Provincia di Pescara con l’ausilio di un mezzo attrezzato per il trasporto delle vasche fornito dalla Provincia dell’Aquila, fa parte del progetto per la salvaguardia e l’incremento di questa specie ittica nei bacini idrografici del pescarese, frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto tra l’amministrazione provinciale e le due aree protette. La supervisione scientifica delle attività è affidata al biologo dell’Ente, Franco Recchia. I pesci, lunghi circa sei-otto centimetri, sono nati tra dicembre e gennaio nel Centro Ittiogenico Sperimentale e di Idrobiologia della Provincia dell’Aquila, partner dell’iniziativa, dove dall’autunno 2003 è allevato uno stock di riproduttori puri. I ricercatori dell’università di Parma e de “La Sapienza” di Roma hanno effettuato su ogni esemplare approfondite analisi genetiche per la definizione del ceppo di appartenenza: una delle principali minacce naturali alla sopravvivenza della trota fario mediterranea è l’ibridazione con il ceppo atlantico, che sta generando una varietà di trota con caratteristiche solo parzialmente idonee alle condizioni ambientali locali. Infatti le massicce immissioni della trota atlantica per la pesca sportiva rischiano di cancellare per sempre la presenza della trota autoctona. Per scegliere i siti di reintroduzione delle trote, sono stati effettuati alcuni sopralluoghi che hanno consentito di individuare un tratto di circa un chilometro e mezzo lungo il torrente Orte e un altro di due chilometri e mezzo sul percorso del Tavo. “Gli esemplari che abbiamo rilasciato in natura in tre anni - spiega Franco Recchia, direttore del Servizio Conservazione e Gestione dell’Ambiente – si riprodurranno probabilmente l’anno prossimo e allora disporremo di due grossi nuclei di trote fario del ceppo Mediterraneo dai quali attingere riproduttori puri per diffondere questa specie autoctona in tutta la regione”. “Grazie a questa sinergia con i Parchi – ha aggiunto Mario Lattanzio, assessore provinciale alla Caccia e alla Pesca - contribuiremo dunque alla tutela della biodiversità tipica del nostro ambiente fluviale”. |


