Venturoni: Infangato il mio nome, non mi dimetto
Cronache - Regione
Martedì 24 Novembre 2009 19:31
"Sono semplicemente costernato". Lo ha dichiarato oggi l'assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, dopo la bufera giudiziaria sugli appalti della ricostruzione post terremoto.

Venturoni ha smentito "categoricamente di aver partecipato a un incontro promosso da Mileti a cui avrebbero preso parte Marzetti e D'Alesio".

"Non avendo io ricevuto alcuna comunicazione da parte dell'autorità giudiziaria", ha detto, "ho pensato che si trattasse di una burla. Ma visto che la Procura della Repubblica di Pescara continua a non smentire le incredibili ricostruzioni accreditate dalle agenzie di stampa, devo ritenere che vi siano magistrati in Abruzzo disposti a credere che chi come il sottoscritto ha speso la sua intera esistenza a combattere la corruzione nella sanità possa essersi macchiato di condotte come quelle che mi vengono attribuite", ha sottolineato l'assessore indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione all'Aquila.

"Attendo di leggere gli atti d'accusa, ma per me parlano intanto i fatti e la mia biografia. Nel caso in questione, il mio comportamento è stato esattamente l'opposto rispetto a ciò che i miei presunti corruttori, stando alle notizie di stampa, si sarebbero aspettati da me. Mi difenderò in ogni sede e con ogni mezzo, e assicuro fin d'ora", ha concluso Venturoni, "che non verrò meno ai miei doveri istituzionali, e andrò fino in fondo per scoprire chi e per quale finalità ha fatto in modo che il mio nome venisse infangato".

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