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| Chiodi: Troppi debiti nella sanità abruzzese |
| Cronache - Regione |
| Venerdì 13 Novembre 2009 19:28 |
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"Questo sistema sanitario regionale così com'è non può più andare avanti e le casse e il sistema finanziario della Regione Abruzzo non possono più far fronte ad indebitamenti provenienti da questo stesso sistema".
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ai medici dell'Anaoo-Assomed illustrando la filosofia del processo di riforma del sistema sanitario regionale alla luce del deficit finora accumulato. "A fronte di 4 miliardi di euro di debiti - ha detto Chiodi - abbiamo il dovere di costruire un nuovo sistema sanitario regionale equilibrato e corretto. Per questo con il Governo abbiamo avviato una procedura negoziata che si basa su tre punti: la ristrutturazione della rete ospedaliera con strutture in grado di offrire prestazioni sanitarie di grande qualità; la possibilità di avviare una politica di investimenti a fronte del sacrificio che questa regione si appresta ad affrontare; la questione del commissario straordinario per la gestione del Piano di rientro con la nostra richiesta di far coincidere tale figura con quella del presidente della Regione". "E dal Governo, devo dire, abbiamo ottenuto finora risposte convincenti. Soprattutto su fronte degli investimenti di edilizia sanitaria sui quali è stata riconosciuta alla Regione Abruzzo, anche alla luce del terremoto, priorità nell'attingere ai fondi ex articolo 20. In sostanza, i soldi verranno dati prima all'Abruzzo e poi alle altre regioni". Sul fronte della riforma del Servizio sanitario regionale, l'assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, ha parlato di "percorso obbligato per correggere un sistema che non garantisce pareggi e equilibri di bilancio". "Non verranno chiusi ospedali - ha ribadito - ma alcuni di questi saranno interessati a processi di riconversione che voglio siano condivisi con tutte le forze locali". Rivolto poi ai medici, Venturoni ha detto che "in questo momento storico per la sanità abruzzese i medici non possono rimanere fuori dal processo di riforma", per questo, ha concluso, "è necessario un atto di responsabilità di tutti". |


