24 mag, 2012
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Servizio idrico, si cambia con l'Ato unico

"Economicità, razionalizzazione delle risorse finanziarie e umane, efficienza ed efficacia. Sono i punti chiave da cui nasce la normativa che punta ad offrire un servizio di qualità agli utenti attraverso l'ottimizzazione delle risorse, sia idriche che economiche, riducendo le perdite di rete e, al contempo, aumentando gli investimenti e riducendo i costi gestionali".

Lo ha dichiarato l'assessore al servizio idrico integrato, Angelo Di Paolo che oggi ha presentato il Disegno di legge (DL) approvato lunedì scorso dalla Giunta regionale che dà nuovo impulso alla riforma del Servizio idrico integrato (SII) in Regione Abruzzo. Subito dopo l'approvazione in Consiglio regionale si aprirà la concertazione con gli attori locali sul progetto di riforma complessivo del Servizio, attualmente in via di definizione, che sostituirà definitivamente la LR n. 2/1997.

"Il Decreto legge - ha detto l'assessore Di Paolo - rappresenta una prima fase per il rilancio del comparto produttivo ad alto valore aggiunto per l'economia regionale anche in termini di sviluppo tecnologico e di crescita delle competenze e della competitività".

Lo strumento immediato è il commissariamento degli Enti d'Ambito, avviato alla fine del 2007, con la costituzione però di un unico Consorzio obbligatorio tra i 305 Comuni abruzzesi. Senza questo intervento normativo, infatti, si sarebbero dovuti costituire quattro Enti d'Ambito a scala provinciale, con una riduzione quindi da 6 a 4, in contraddizione però con quanto previsto dal programma di governo regionale e con conseguenti diseconomie dal punto di vista anche procedurale.

Si prevede così la nomina di un Commissario unico straordinario che avrà il compito di attuare la riforma mettendo in atto tutte le procedure per la costituzione di un unico Ato. Un esempio di inutili diseconomie che il Disegno di legge regionale affronta è dato proprio dalle Società di patrimonio. Infatti, nonostante il divieto, previsto per legge, di separazione delle reti dalla gestione del servizio idrico integrato, in Abruzzo continuano ad esistere due società di patrimonio che di fatto appesantiscono inutilmente i costi di gestione.

Viene affrontato poi il "conflitto di interesse" esistente tra controllore - Ente d'Ambito ed il controllato - soggetto gestore, a causa della dipendenza economica dell'Ente dal Gestore. Si prevede un sistema sanzionatorio rigido nel caso di violazioni degli obblighi da parte dei gestori; delle sanzioni risponderanno i componenti del CdA e i Dirigenti delle aziende pubbliche. Pur essendo possibile la presenza di più gestori nell'unico ambito delimitato, la Regione infine promuove un gestore unico all'interno dell'ATO unico.

"Finalmente si cambia, in maniera profonda. Si modifica la logica che fino ad oggi ha governato la distribuzione e depurazione delle acque potabili". Lo ha detto il Presidente Gianni Chiodi intervenendo questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione della riforma sul servizio idrico integrato. "La riduzione dei costi diretti e indiretti della politica - ha aggiunto Chiodi - si manifesta nella costituzione di un unico Ato in luogo dei 4 previsti, rispetto ai sei esistenti e con una tariffa unica per tutti".

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