LA FEBBRE DEL MONDO

Quand’ero bambino anche l’influenza era qualcosa di sano: si, insomma, si faceva viva una volta l’anno, si curava con i rimedi della nonna, le ricette del dottore e le favole lette dalla tata ai bordi del letto. Tre o quattro giorni sotto le coperte, poi eri pronto a tornare sui banchi di scuola e a sgambettare come un folletto sui campetti dell’oratorio. Tutto normale, tutto scontato come la pioggia d’inverno.
Quest’anno le influenze sono due: quella stagionale e quella “suina”, il famigerato virus A/H1N1. Ho paura che non ci abbiano detto proprio tutto su questa pandemia che sta gettando nel panico le famiglie e facendo volare i titoli di borsa di alcune case farmaceutiche. Vedremo.
Quanto alla pioggia d’inverno, ora non è più tanto scontata neanche quella. Visto cos’hanno combinato i cinesi? Per combattere la siccità hanno pensato di bombardare le nuvole con uno speciale reagente chimico, ma per un dispettuccio di madre natura si sono risvegliati sotto una coltre di neve.
Se venisse in mente a qualcuno di tentare l’esperimento anche da noi si prega di avvisare, così farò in tempo a cambiare il nome del mio innocente blog prima di vederlo incenerito da un missile terra-aria.
Inutile star lì a menarla troppo: ogni generazione dice a quella nuova che il mondo sta andando a puttane ed è la stessa cosa che si è sentita ripetere dalla generazione precedente. Il progresso non va sempre a braccetto con l’etica e il giudizio resta ogni volta sospeso tra il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.
Cosa potevano saperne i poveri cinesi, quando inventarono la polvere da sparo, che la seconda guerra mondiale avrebbe fatto 20 milioni di morti? Loro pensavano ai fuochi pirotecnici. E ora questa storia delle nuvole: invece dell’acqua è arrivata giù la neve. Mai una volta che andasse come vorremmo noi quando ci mettiamo a giocare con la natura. Il buco nell’Ozono? Il nucleare? Le mutazioni genetiche create in provetta? Verrebbe da dire: maneggiare con cura. E occhio alle slavine.
checos'altro ci sarà da aspettarsi? scrivo dall...
Commenti
Leggo spesso il suo blog ed è molto interessante sia nei contenuti che nella forma.
Raffaele
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