| Sovraffollamento nel carcere di San Donato |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Domenica 01 Novembre 2009 06:30 |
|
"Il carcere di Pescara è in condizioni di sovraffollamento: ci sono troppi detenuti costretti a convivere in pochi metri quadrati, una situazione divenuta ancora più esplosiva con la chiusura della Sezione penale per consentire i lavori di ristrutturazione".
"Nei prossimi giorni effettueremo un vertice sul posto, con l’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini, per verificare lo stato di permanenza dei cittadini che sono accolti nella struttura e ipotizzare una possibilità di intervento da parte dell’amministrazione comunale". Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione consiliare Politiche Sociali del Comune di Pescara, Salvatore Di Pino (Pescara Futura), al termine dell’incontro con l’avvocato Fabio Nieddu, Garante per i Diritti dei Detenuti del Comune di Pescara. "Appena pochi giorni fa il Garante Nieddu ha visitato l’istituto carcerario di Pescara – ha riferito il Presidente Di Pino – verificando l’evidente sovraffollamento della struttura. All’interno delle singole celle ci sono due, tre ospiti costretti a convivere nello spazio ristretto di pochi metri quadrati. Sicuramente nel capoluogo adriatico si vive in maniera meno drammatica di quanto accada altrove, ma i numeri parlano chiaro: ci sono oltre 65mila persone ristrette negli istituti penitenziari a fronte di appena 43.074 posti disponibili ed è ovvio che tale condizione nazionale faccia sentire le proprie conseguenze anche su Pescara". Da mesi nella struttura del capoluogo adriatico è stata superata la capienza massima, situazione che si è aggravata con la chiusura della sezione penale per consentirvi i lavori di ristrutturazione. Da quel momento tutti i detenuti sono stati ridistribuiti nelle altre due sezioni, quella giudiziaria e quella dei collaboratori di giustizia, rischiando, tra l’altro, anche di determinare strane commistioni. "Il risultato concreto, però, è che i detenuti, oltre a soffrire la propria condizione, sono costretti a subire un doppio disagio, a discapito dell’opera meritoria che l’istituto San Donato porta avanti per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di chi nella vita ha commesso un errore, ma che pure ha diritto a una seconda chance. E a pagarne le conseguenze", ha rilevato Di Pino, "è anche la Polizia penitenziaria, sottorganico, costretta a un impegno massacrante per garantire vigilanza, sicurezza e, al tempo stesso, per soddisfare al meglio le prime necessità di coloro che vivono in carcere, soprattutto i giovani che stanno pagando il proprio debito con la giustizia, ma che dobbiamo a ogni costo tentare di recuperare, coinvolgendoli in attività, insegnando loro un mestiere, restituendo loro l’entusiasmo della vita". "Diverse le ipotesi che potremmo mettere sul tavolo per individuare una soluzione su Pescara: è infatti impensabile pensare di dirottare parte dei nostri detenuti in altri istituti che stanno senza dubbio vivendo una situazione ancor più difficile. Piuttosto potremmo pensare a un ampliamento della struttura, approfittando dell’esistenza di superfici disponibili accanto all’attuale carcere, anche se, in tal caso, il progetto, dovrebbe poi essere sostenuto economicamente dal Governo". Intanto, nei prossimi giorni, "effettueremo un sopralluogo presso il San Donato con il Garante Nieddu", ha confermato ancora il consigliere Di Pino, e con l’assessore Cerolini per visitare la struttura e capire come l’amministrazione comunale possa concretamente intervenire per alleviare gli eventuali disagi, anche attraverso la promozione di programmi di inclusione sociale". |


