Il primo dei 9 indagati convocati oggi, su un totale di 15, non si è presentato davanti al pm. Si tratta dell'ingegnere Claudio Botta, 89 anni, secondo l'accusa progettista dell'opera che risale al 1965, che non si è potuto recare dal magistrato a causa di problemi di salute. Le accuse sono per tutti di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.
Il pm ha comunque interrogato gli ingegneri Pietro Centofanti, Bernardino Pace, Tancredi Rossicone e Massimiliano Andreassi, indagati come progettisti e direttori dei lavori della struttura, i quali hanno respinto ogni addebito.
Il primo interrogato è stato Walter Navarra, ingenere incaricato dal consiglio di amministrazione dell'opera universitaria, che, tramite l'avvocato di fiducia Vincenzo Colaiacovo, ha rigettato le accuse mosse dalla Procura dell'Aquila, sostenendo che "in alcuni locali gli interventi eseguiti hanno alleggerito la struttura".
Subito dopo ad entrare nella stanza del pm titolare dell'inchiesta è stato l'avvocato Mercurio Galasso, difensore degli ingegneri Pace, Centofanti e Rossicone. "I miei assistiti", ha detto Galasso, "hanno confutato punto per punto in fatto e in diritto la fondatezza delle accuse.
"All'asserita mancata valutazione di adeguatezza statica e sismica delle strutture e ad altre verifiche", ha proseguito il legale, "i miei assistiti hanno risposto che i lavori da loro progettati e diretti non incidevano in alcun modo nelle strutture portanti e neppure avrebbero potuto mai interessare la resistenza statica e sismica del fabbricato. Oltretutto, loro non avevano l'obbligo di procedere a valutazioni del genere. I miei assistiti", ha ancora detto Galasso, "non potevano ordinare prove di carico sui pali di fondazione perché non si trattava di nuova costruzione o di modifiche che comportavano interventi su strutture portanti".
Il legale ha anche posto l'accento sul fatto non c'è stata alcuna "variazione di destinazione" e quindi nessun incremento di carico sulle strutture portanti, evidenziando che la Casa dello studente da almeno vent'anni era destinata effettivamente ad alloggi per studenti universitari. Galasso ha infine annunciato di aver presentato una serie di documenti e una richiesta di archiviazione delle accuse a carico dei tre tecnici.
Poi è stata la volta di Andreassi accompagnato dall'avvocato Lino Lisii. "Il mio cliente", ha detto il legale, "ha spiegato la sua posizione, la sua figura è marginale alla vicenda, la documentazione che abbiamo presentato è tesa a ricostruire i vari incarichi ricevuti dal 1998 fino al 2002 quando si è operato la seconda parte della progettazione, l'ingenere Andreassi si è occupato solo del piano uffici".
Subito dopo ha fatto il suo ingresso Pietro Sebastiani, il presidente della Commissione collaudo dei lavori di restauro e risanamento conservativo della Casa dello studente. "Il nostro assistito", ha detto l'avvocato Attilio Cecchini che insieme all'altro avvocato Angelo Colagrande difendono Sebastiani, "si è avvalso della facoltà di non rispondere, in assenza della contestazione specifica e della conoscenza delle fonti di prova. Ci riserviamo di rendere l'interrogatorio", ha proseguito Cecchini, "una volta che avremo accesso alle fonti di prova, al momento le contesazioni per noi restano astratte".
Infine è stato ascoltato Giovani che ha rigettato ogni addebito. Per il 5 novembre sono stati convocati il direttore, Luca Valente e il presidente dimissionario Luca D'Innocenzo, che dopo la notifica dell'avviso di garanzia si e' dimesso anche dall'incarico di assessore al comune dell'Aquila.