Si tratta di Livio Bearzi e Vincenzo Mazzotta, rispettivamente dirigente scolastico del Convitto nazionale e Dirigente del Settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell'Aquila, ente proprietario del Convitto nazionale in cui a seguito del crollo del 6 aprile, morirono tre giovani, mentre un quarto rimase gravemente ferito. Il reato ipotizzato nei loro confronti è quello di omicidio colposo.
Sabato, invece, sarà la volta dei 15 indagati per il crollo della Casa dello studente in cui morirono otto universitari. Per tutti, i reati contestati sono quelli di disastro, omicidio e lesioni colposi.
Il 5 novembre verranno ascoltati infine Luca Valente e Luca D'Innocenzo, rispettivamente Direttore ed ex Presidente dell'Azienda per il diritto allo studio che aveva in carico la Casa dello studente di via XX Settembre.
Intanto, gli agenti della Squadra mobile, insieme con i periti nominati dalla Procura, hanno svolto una serie di sopralluoghi per dare inizio ad accertamenti peritali più approfonditi in via Campo di Fossa dove morirono numerose persone.