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| Università L'Aquila. Rettore scrive a Napolitano |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Martedì 27 Ottobre 2009 14:55 |
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Senza alloggi e senza servizi. Il rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio, scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per informarlo sulla "situazione insostenibile" in cui si trovano gli studenti universitari aquilani.
"Nella lettera", afferma il rettore Di Orio, "ho manifestato al Presidente della Repubblica tutte le mie preoccupazioni per gli studenti universitari aquilani, le cui attese in merito al problema degli alloggi e dei servizi sono rimaste ancora inascoltate. La mia iniziativa rappresenta l'estremo tentativo per salvaguardare gli interessi dell'Università dell'Aquila e della sua città". "Il futuro dell'Aquila è inscindibile da quello della sua Università. Ciò che trovo particolarmente intollerabile", evidenzia il rettore, "è il fatto che le giuste esigenze degli studenti finiscano per essere contrapposte con le altrettanto giuste esigenze dei cittadini aquilani, quasi che il bene degli uni rappresentasse il male per gli altri. Così non è, anche in considerazione della vocazione universitaria della città dell'Aquila da sempre riconosciuta e, paradossalmente, a più riprese ribadita, anche dopo il sisma, proprio da quelle istituzioni che nulla stanno facendo in tal senso". "Mi sono persino chiesto se non fosse stato meglio sospendere le iscrizioni nel nostro Ateneo, pur di non assistere ad una situazione discriminante degli studenti universitari aquilani, soprattutto se confrontata a quella dei loro colleghi di altri Atenei, anche regionali. Ma questa mia decisione avrebbe significato, di fatto, la 'morte' dell'Università dell'Aquila, vanificando tutti gli sforzi sin qui compiuti anche da parte del Governo nazionale, mettendo in pericolo il posto di lavoro di più di mille persone che oggi lavorano nel nostro Ateneo e compromettendo ulteriormente la ripresa dell'attività economica di tutto il comprensorio aquilano". "Qualora le giuste attese degli studenti restassero ancora inevase", conclude Di Orio, "perpetuando l'equivoco che è l'Università la causa di tale situazione e che ad essa ne va attribuita la responsabilità, sarei costretto a rassegnare le dimissioni da rettore dell'Università dell'Aquila, al fine di fare almeno chiarezza su una situazione che è ormai insostenibile". |


