Appalto macerie. Giuliante: Cifre scandalose
Cronache - Regione
Sabato 10 Ottobre 2009 11:28
L'appalto per lo smaltimento delle macerie del terremoto all'Aquila è al centro di un nuovo intervento del presidente del gruppo regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante. Per Giuliante, si è arrivati alla revoca della concessione alla società T & P "dopo vari tentativi di difendere l'indifendibile" e "a distanza di mesi emerge vieppiù un quadro inquietante" di quella che, per Giuliante doveva essere "la madre di tutti gli affari".

"Da qualche giorno", dice Giuliante, "si è ufficializzata la quantità di macerie da smaltire e si è riconosciuto che la cifra dell'affidamento era superiore ai 50 milioni di euro". Si è, quindi, "implicitamente ammessa l'abnormità di un affidamento senza gara per l'entità del servizio che si convenzionava a soggetti senza requisiti accettandone a scatola chiusa il listino prezzi che prevedeva importi spropositati per i servizi che si offrivano".

"Oggi", spiega Giuliante, "il Comune di L'Aquila indica un capitolato speciale di appalto per il recupero dei materiali inerti omogenei con codice CER 17.09.04 e 17.01.07 provenienti dalle macerie del terremoto dell'Aquila. Il prezzo ipotizzato a base d'asta per le operazioni di recupero degli inerti fino al 10% è pari a 7,64 euro e verrà aggiudicato al miglior ribasso".

Per Giuliante ciò "è stupefacente", in quanto "la convenzione che il Comune di L'Aquila aveva stipulato con la T & P per la stessa tipologia di materiale era di 29 euro alla tonnellata, più di quattro volte il prezzo a base d'asta da ribassare. E cosa ancora più stupefacente", prosegue il presidente regionle del Pdl, "è che nessuno si è dimesso dinanzi all'ammissione così evidente di ciò che si era fatto. Lo stesso Comune, lo stesso sindaco, lo stesso assessore, lo stesso servizio, la stessa tipologia di materiali, e un prezzo che si scopre poteva essere intorno ai 7 euro e che invece si era affidato a 29 euro".

Giuliante, conclude che "alla richiesta di dimissioni si rispose allora: no grazie" e si chiede: "E' possibile rispondere oggi allo stesso modo dinanzi alla verità che è scandalosa? Anche se può apparire paradossale, il Comune di L'Aquila ci ha abituato a risposte non scontate. Tanto vale augurare buon lavoro".

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