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| Abruzzo Engineering: No ai trasferimenti |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Mercoledì 07 Ottobre 2009 10:35 |
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Una delegazione di lavoratori di Abruzzo Engineering ha deciso di chiedere un incontro al presidente della Regione, Gianni Chiodi, per avere delucidazioni in merito alla scelta di trasferire 80 dipendenti in Campania e nel Lazio.
"Questa scelta, spacciata come una salvaguardia del posto di lavoro", si legge in una nota dei dipendenti, "appare più come la mossa disperata di una società che, essendo sull'orlo del disastro economico, riesuma un progetto Selex per recuperare un po' di liquidità, sperando di poter tirare avanti fino all'inizio del nuovo anno e cioè quando il presidente Chiodi diverrà Commissario per la Ricostruzione". "Presentarsi con un bilancio meno passivo di quello attuale restituirebbe un po' di credibilità redditizia all'azienda che potrebbe così aspirare a vedersi assegnate nuove commesse. A dimostrazione dello stato deficitario in cui essa versa emergono elementi che attestano incontrovertibilmente questa tesi: in primis la mancata corresponsione degli stipendi degli ultimi tre mesi e delle liberalità alla cassa integrazione per chi ne ha usufruito". "L'imminente chiusura delle sedi di Pescara e Teramo (Sulmona è già chiusa da mesi) con gli arretrati da corrispondere relativi ai canoni d'affitto; le auto aziendali spesso a corto di carburante (con i dipendenti costretti ad anticipare a volte le spese della benzina) e non sufficienti come numero per lo spostamento verso la provvisoria sede di Avezzano (messa a disposizione della Selex), cosa che costringe molti dipendenti a raggiungerla con mezzi propri, partendo da L'Aquila e addirittura da Teramo e Pescara con un caritatevole rimborso di 60 euro al mese". "E' da sottolineare", osservano i laoratori, "il fatto che per il momento di attività per i "pendolari" non ce ne sono e quindi questo movimento di personale appare un illogico nonché sfrontato spreco delle pur esigue risorse rimanenti giacché risulterà molto più dispendioso che tenere aperte le sedi, perché alle spese di carburante ed autostrada si aggiungono le indennità di trasferta". "Tra le tante connotazioni poco edificanti dell'intera vicenda ce n'è una che assume una vena tragicomica, e cioè che per fare benzina si deve andare presso un distributore dell'Aquila partendo da Avezzano. Siamo di fronte a proclami sbandierati al vento che non possono far altro che disperdersi nell''etere' come nel caso della banda larga, paradigmatico esempio di prematura ostentazione del nulla". "Comunque a giorni sono attese le liste che riveleranno i nomi delle 80 unità 'costrette' ad emigrare", concludono i dipendenti, "e pare che sia proprio il 12 ottobre, cioè il giorno di insediamento del nuovo CDA, quello previsto per la partenza verso Castellammare di Stabbia e Nepi. I lavoratori vogliono che le future scelte vengano fatte dal nuovo CDA, magari da chi l'Abruzzo ce l'ha davvero nel cuore, perché non ritengono affatto giusto che a pagare le conseguenze delle scellerate scelte societarie siano loro e sempre loro, e non i veri responsabili di un disastro economico che rappresenta una vergogna per la nostra Regione e per l'Italia". |


