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Acerbo: No a cementificazione Villa Basile
Cronache - Cronache da Pescara
Martedì 06 Ottobre 2009 11:20
"Salviamo le zone collinari di Pescara dalle colate di cemento". Lo afferma il consigliere comunale del Prc, Maurizio Acerbo.

"Personalmente non sono preoccupato per quanto riguarda la sorte del vincolo di inedificabilità posto dalla variante al PRG voluta da Rifondazione comunista sulle 'aree a pericolosità geologica alta', aree rosse su cui in passato si costruiva tranquillamente. Dopo i fatti di Messina", dichiara Acerbo in una nota, "dovremmo essere orgogliosi, come pescaresi, di esserci dotati di norme di salvaguardia del territorio e di aver limitato il consumo di suolo".

"La variante al PRG su questo punto ha retto l'impatto dei ricorsi ed è uscita vincente al Consiglio di Stato. La stessa cosa è accaduta per le destinazioni a verde pubblico, le aree agricole e i vincoli sulle aree di valore paesaggistico. Se qualcuno pensa di manomettere la variante al PRG non cerchi scuse nei ricorsi dei costruttori. Sono invece molto preoccupato per alcune aree di pregio della città su cui nell'anno di assenza di Rifondazione Comunista dal Comune di Pescara sono accadute mi pare che si sia abbassata la guardia".

"Mi riferisco a Villa Basile e a Via Terra Vergine, due vicende su cui vi erano dei contenziosi preesistenti alla variante che hanno complicato le cose. Nel primo caso", ricorda l'esponente di Rifondazione, "la ditta Caldora ha vinto un ricorso che non riguarda la variante al PRG, ma precedenti provvedimenti amministrativi del Comune risalenti alla giunta Pace compreso il PRG approvato dal centrodestra nel 2003 che pur consentiva al privato di costruire".

"Il tribunale amministrativo impone al Comune un risarcimento nei confronti della Caldora di 1 milione di euro e questo lo sapevamo perché la sentenza è del 13 d icembre 2005. Quello che ignoravamo è che una delibera di indirizzo della Giunta Comunale del 2 aprile 2009 prefigura come compensazione a mezzo di volumetria di far costruire proprio nelle aree destinate dalla variante a verde pubblico in Villa Basile".

"La questione è ora all'esame del Consiglio di Stato", prosegue Acerbo, "ma comunque anche in caso si volesse procedere alla compensazione volumetrica non bisognerebbe consentire di costruire in un'area di così alto pregio ambientale e paesaggistico. Il corrispondente in volumi edificatori di 1 milione di euro può essere consentito in aree a minor impatto preferibilmente già edificate o edificabili".

"Ancor più preoccupante è la vicenda a Colle Pineta in via Terra Vergine. Una vicenda", sottolinea, "che ha già fatto scandalo in città per le conseguenze assai negative che ebbe l'approvazione bipartisan di un'osservazione ai tempi del PRG del centrodestra. Non riesco a capire come si sia ribaltato al Consiglio di Stato un giudizio già espresso a favore del Comune di Pescara".

"Nella medesima delibera citata si parla di un accordo con i ricorrenti che renderebbe edificabile un'area che il PRG approvato nel 2003 considerava a 'verde di filtro'. E' bene attivarsi immediatamente per salvaguardare queste aree collinari di pregio e soprattutto", conclude Acerbo, "per fare chiarezza. La storia della città insegna che i ricorsi sono sempre una buona scusa per riaprire le porte ai costruttori".

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