| Foschi (Pdl): Ecco il percorso della filovia |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Martedì 06 Ottobre 2009 05:15 |
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Una sopraelevata che, costeggiando l’asse ferroviario di Pescara, giungerà fino all’area De Cecco, a ridosso di via Misticoni, per poi biforcarsi e raggiungere, da un lato la pineta D’Avalos, dall’altro la via Tiburtina.
Potrebbe essere questa l’ipotesi progettuale del secondo lotto della filovia di Pescara, esaminata ieri in Commissione consiliare Grandi Infrastrutture, alla presenza del Presidente della Gestione Trasporti Metropolitani, stazione appaltante, Michele Russo. "Un’ipotesi che ora verrà approfondita per accelerare la procedura di richiesta dei relativi finanziamenti. Entro novembre", ha annunciato il consigliere comunale Armando Foschi (Pdl), "l’amministrazione comunale di Pescara consegnerà formalmente le aree della strada-parco alla Gtm per consentire l’apertura del cantiere, come ha già più volte annunciato l’assessore al Traffico Berardino Fiorilli. Nel frattempo gli uffici tecnici si stanno mobilitando per avviare la progettazione del secondo lotto dell’asse filoviario per lo stanziamento dei relativi fondi". "Il primo passo", ha sottolineato, "è quello di tracciare il futuro percorso: la passata amministrazione comunale di centrosinistra aveva già proposto di far transitare i filobus addirittura in corso Vittorio Emanuele, ipotesi di difficile attuazione perché significherebbe gettare la filovia nel cuore del traffico urbano, riducendo i vantaggi legati al transito su un percorso dedicato ed esclusivo e, al tempo stesso, sottraendo inevitabilmente due corsie di marcia alla viabilità urbana". "La nuova amministrazione, invece, ha già avanzato l’idea, che dovremo approfondire con la giunta comunale, di recuperare il progetto iniziale del ‘corridoio verde’ elaborato addirittura sette anni fa. In sostanza la filovia, una volta lasciata la strada parco, dovrebbe essere dirottata sulle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria e, dopo aver raggiunto l’attuale stazione dei pullman, all’altezza di via De Gasperi, quindi del primo sottopasso di collegamento con via Ferrari, potremmo ipotizzare la sopraelevazione della filovia sino al livello dello stesso binario ferroviario". "Tale soluzione progettuale determinerebbe due vantaggi: da un lato consentire ai mezzi pubblici di continuare a beneficiare di una linea riservata, conservando la propria velocità e competitività con i mezzi privati, dall’altro continuerebbe a non interferire con la mobilità cittadina. In altre parole le auto potrebbero continuare a transitare regolarmente attraverso i sottopassi, in via De Gasperi e in via D’Annunzio, senza la necessità di tagliare le corsie di marcia lungo le strade cittadine e senza dover installare semafori per disciplinare gli incroci". La filovia dovrebbe proseguire la propria corsa in sopraelevazione accanto alla ferrovia fino all’area dell’accordo di programma De Cecco, dove dovrebbe tornare a terra con una biforcazione: "Un ramo, dall’area De Cecco, proseguirà il proprio cammino lungo il nuovo asse viario situato alle spalle della Caserma dei Vigili del Fuoco sino ad arrivare in via della Bonifica, ossia alla pineta D’Avalos", ha proseguito il consigliere Foschi, "il secondo ramo proseguirà invece lungo la via Tiburtina, in direzione ovest". Affrontata anche la tematica relativa ai costi di manutenzione delle strade su cui transiterà la filovia e le eventuali penali legate allo stop del progetto per modificare il percorso del primo lotto, come richiesto da alcuni residenti della strada-parco. "I costi di manutenzione delle strade", ha detto Foschi, "sono ovviamente a carico del Comune, al pari della manutenzione di tutte le altre vie cittadine, sottoposte al rifacimento del manto di asfalto. Assurdo invece ipotizzare lo stop all’intervento o, ancora, la rivisitazione del progetto per modificare il percorso del primo lotto come continuano a sollecitare pochi residenti: il provvedimento aprirebbe infatti la strada a un contenzioso ai danni della stazione appaltante, ossia la Gtm, quindi della Regione Abruzzo. In altre parole un ennesimo blocco di lavori già appaltati e aggiudicati in via definitiva da anni, ricadrebbe pesantemente sulle casse pubbliche, sarebbe pagato da tutti i contribuenti, una condizione che riteniamo inaccettabile". |


