24 mag, 2012
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IL SIGNOR ALFIO


Era un esempio per l’intero condominio il signor Alfio. Un lavoro sicuro di funzionario in un ente pubblico, una moglie e due figli da mantenere, il mutuo della casa sulle spalle, mai un pettegolezzo che lo riguardasse. Quando finì di pagare le rate della casa, a pochi anni dalla pensione, iniziò a mettere da parte un po’ di soldi per sposare la figlia.

Casa ufficio, ufficio casa. L’unico lusso che si concedeva con la moglie di tanto in tanto era una gita fuori porta organizzata dal Cral degli impiegati: 400 chilometri in pullman in un solo giorno per visitare gli scavi di Pompei.
Un giorno il signor Alfio decide di ampliare la casa per far posto alla famiglia della figlia e agli eventuali nipotini. Così decide di rivolgersi a un amico geometra del Genio civile che non ci gira troppo intorno: “Potresti chiudere quella veranda. Ti premetto che si tratta di un abuso, ma tanto prima o poi arriva il condono e tutto si mette a posto”.

A quel punto il signor Alfio sfodera la frase classica: “Mio padre mi diceva sempre che l’onestà viene prima di tutto”. E della veranda da trasformare in un monolocale non se ne fa più nulla.
L’altro chiodo fisso era quello del posto fisso per i figli, il lavoro sicuro. Il maschio studiava Giurisprudenza e lui lo vedeva già in banca dietro una grande scrivania. La figlia Lettere: cattedra e pensione assicurati anche per lei.

Purtroppo la vita tradì tutte le aspettative del signor Alfio. Il figlio fa oggi il consulente di Borsa e guadagna in una settimana quanto il padre non è riuscito a mettere da parte in una vita. La figlia si è sposata, ma dopo un anno ha lasciato il marito e oggi è felicemente divorziata e senza figli. Gira il mondo per una marca di cosmetici e parla benissimo tre lingue. I vicini hanno chiuso tutti le verande del palazzo beneficiando di ripetuti condoni e sanatorie. La moglie non va più in giro con l’unico vestito verde che aveva nel suo armadio ma è sempre attenta nelle spese e l’ultima volta che è andata dal parrucchiere è stato per la cresima di una cugina, un bel po’ di tempo fa.

E il signor Alfio? Per rendere meno lunghe le sue giornate di pensionato si iscrive a tutti i corsi organizzati dal quartiere. Ora è impegnato in quello di cucina, ma ha il diabete. Gli passa sotto gli occhi ogni ben di dio ma non può neanche annusarlo. La sua vita, in fondo, è stata un po’ così. Mille tentazioni e quella voce che risuonava sempre dal fondo dell’anima: “Prima di tutto l’onestà” a portarsi via persino il profumo dei sogni.
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