Per Chieti-Lanciano-Vasto il commissario è Tommaso Staniscia; per L'Aquila-Sulmona-Avezzano la scelta è ricaduta su Giancarlo Silveri.
I subcommissari sono Olindo Giulio Del Gusto per la Asl di Sulmona-Avezzano, Giancarlo Barrella per la Asl di Lanciano-Vasto, Stefania Discepoli per la Asl dell'Aquila e Raffaele Di Nardo per la Asl di Chieti.
"Si tratta di un'operazione fatta nel pieno rispetto della legge regionale votata nella precedente legislatura. Io sono abituato a rispettare le leggi e la giunta non ha fatto altro che dare seguito alla normativa", ha dichiarato l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, commentando la decisione di nominare due commissari e quattro subcommissari che dovranno gestire la fase di passaggio di riduzione da sei a quattro Asl regionali con la soppressione delle aziende sanitarie di Avezzano-Sulmona e Lanciano-Vasto.
"Su questo punto la legge parla molto chiaro", ha aggiunto Venturoni, "con l'obbligo entro il 31 dicembre 2009 di ridurre le Asl da sei a quattro e accorpare le due Asl non provinciali. E' chiaro che un passaggio del genere ha bisogno di alcuni mesi e non può essere consumato nel giro di qualche giorno. Da qui la decisione di nominare orai commissari e dare loro tre mesi per le attività di legge".
I due commissari delle nuove Asl L'Aquila-Avezzano-Sulmona e Chieti-Lanciano-Vasto avranno il compito di avviare atti amministrativi per l'accorpamento con l'inventario dei beni, mentre i quattro sub commissari avranno compiti essenzialmente di liquidazione e scioglimento delle quattro aziende interessate all'accorpamento.
"Sono compiti questi che non possono fare i manager in carica", ha spiegato l'assessore alla Sanità, "ma commissari con poteri straordinari. Rinviare l'operatività di questa legge poteva essere letto come la volontà di non volerla applicare e invece personalmente sono stato sempre favorevole alla riduzione delle Asl. È un'operazione che è già stata conclusa in tutte quelle regioni che hanno bilanci in rosso in materia sanitaria. E noi in queste condizioni non possiamo permetterci altri rinvii o dilazioni".