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La chiusura di tre strutture psico riabilitative di proprietà della società Villa Pini d'Abruzzo srl è stata disposta con un'ordinanza dal sindaco di Chieti Francesco Ricci.
In particolare si tratta di tre strutture localizzate a Chieti, ossia "Ex Paolucci" che ha 87 posti letto, "Ex Cantatore", con una ventina di posti letto, "Le villette" e "Padiglione" per 94 posti letto.
Con il provvedimento si ordina all'Asl di Chieti di procedere entro 30 giorni al trasferimento dei pazienti e dei degenti delle struture in altre idonnee strutture rispondenti ai requisiti di legge, provvedendo al reperimento ed all'impiego del personale necessario per chiamata diretta.
E si ordina a Villa Pini l'interdizione dall'esercizio delle attività sanitarie in materia di tutela della salute mentale in strutture residenziali psichiatriche di cui al Dpr del 14 gennaio 1997 per un periodo di cinque anni, rinviando con riguardo agli effetti dell'interdizione a successivi atti da formare di concerto con la Regione Abruzzo e con la Asl di Chieti.
L'ordinanza, che fa seguito alla visita ispettiva compiuta nel luglio scorso dalla Commissione parlamentare d'inchiesta guidata dal senatore Marino, agli accertamenti dei carabinieri del Nas e del Noe e dello stesso Comune di Chieti, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa tenuta dallo stesso Ricci e dall'assessore comunale all'urbanistica Valter De Cesare.
In particolare, hanno spiegato, la struttura ex Cantatore è risultata priva di qualsiasi autorizzazione, l'ex Paolucci difetta di tutti i requisiti strutturali ed organizzativi di cui al Dpr del 1997, con riferimento al Dpcm 22 dicembre 18989 e, benché collocata in contesto residenziali urbano, la struttura non risulta adeguabile dal punto di vista strutturale e funzionale.
Per quanto riguarda "Le Villette" e "Il Padiglione" la chiusura è stata disposta in quanto sottoposte a trasformazioni non autorizzate né assentibili e comunque non suscettbili di adeguamento in quanto non localizzate in contesto residenziale urbano.
Queste ultime inoltre, site nell'ambito dell'area ospedaliera privata Villa Pini, difettano in gran parte dei requisiti minimi strutturali nonché di quello di localizazzione in quanto non situate in contesto residenziale urbano e difettano dei requisiti minimi organizzativi relativamente agli aspetti clinico organizzativi, terapeutico-riabilitativi e, in generale, funzionali.
"Questo non è un atto assultamente discrezionale, la delibera è correlata da una quintalata di documenti che tra l'altro porteremo in commissione speciale del Senato mercoledì prossimo. Non avevamo sicuramente altra strada perché le irregolarità erano tante e tali che la responsabilità del sindaco poi era evidentissima", ha detto il sindaco di Chieti Francesco Ricci illustrando le motivazione alla base della sua ordinanza di chiusura di tre strutture riabilitative del gruppo Villa Pini di Chieti.
"Abbiamo deciso di procedere a questo atto sperando di poter trasformare questa situazione difficile, di grande emergenza soprattutto per i pazienti e per il personale - ha aggiuntio Ricci - in un'opportunità per il loro futuro. Abbiamo istituito un tavolo permanente per la soluzione di questo problema: è chiaro che trovare soluzioni immediate per 160 adesso, ma più probabilmente per un numero più alto di pazienti psichiatrici che si avvicina a 300, non è facile ma lo dobbiamo fare perché é nostro dovere come responsabili di sanità".
"In questo mese - ha concluso Ricci - i pazienti devono essere ospitati dove erano prima perché chi è ospitato in residenza sanitaria psichiatrica non può stare a casa e deve stare lì e quindi bisogna continuare allo stesso modo. Tra l'altro per questi pazienti la diaria viene normalmente erogata quindi non ci sarebbe motivo per mandarli a casa".
LA REPLICA DEGLI ANGELINI
Non si è fatta attendere la reazione del gruppo Villa Pini all'ordinanza del sindaco di Chieti Francesco Ricci che ha disposto la chiusura di tre strutture psico riabilitative ubicate a Chieti per gravi irregolarità.
"Dateci dei paranoici della cospirazione ma contro di noi ci sono tutti coloro che hanno fatto squadra con Del Turco impegnati nell'attacco finale per ammazzare Villa Pini", ha detto Vincenzo Maria Angelini, il grande accusatore della sanitopoli abruzzese, già amministratore del Gruppo, carica che nei mesi scorsi ha ceduto alla figlia Chiara.
"Questo - ha detto Angelini nel corso di una conferenza stampa - è l'ultimo round di una vicenda che dura da quando ho deciso di infrangere certe leggi non scritte. Si usa la mistificazione come prova principe dell'assoluzione di Del Turco".
"Che eravamo costretti ad aprire Cantatore era noto a tutti e tutti sapevano che era solo per offrire assistenza gratuita e momentanea a pazienti terremotati. Oggi ci accusano di aver aperto abusivamente", prosegue Angelini.
Quanto alla "valutazione della mancata riabilitazione psichiatrica sono disgustato. Vi invito a visitarle le strutture. Tornando alle Villette, i Nas sono tornati e hanno relazionato che tutto è a posto. Per tutta risposta ci chiudono la struttura. Sull'ex Paolucci (pure oggetto dell'ordinanza di Ricci), De Cesare sostiene che la situazione non è emendabile perché la struttura supera i 60 posti letto. Non esistono norme che limitano le strutture protette. Per le Rsa si dice che si può arrivare a 120 posti in moduli da 20".
"Nella notte del 6 aprile - ha detto Chiara Angelini riepilogando la storia delle tre strutture oggetto dell'ordinanza -, il terremoto lesionò irrimediabilmente una nostra struttura dell'Aquila. Sedici pazienti sono stati ospitati presso la nostra struttura di Chieti. Abbiamo scritto per informare le autorità chiedendo istruzioni ma nessuno ci ha risposto. Si tratta di pazienti che assistiamo gratuitamente da oltre due anni. Abbiamo più volte sollecitato la Asl e la Regione. Ora sanzionano noi per aver tenuto 16 pazienti terremotati gratuitamente. Sull'ex Paolucci abbiamo proposto di spostare i degenti qui a Villa Pini. Secondo la Asl i requisiti ci sono. Oggi la risposta è l'ordinanza piena di atti illegittimi e strumentali. Sulle Villette i Nas ci hanno prescritto dei lavori ma il Comune ci ha bocciato la richiesta di Dia in sanatoria. De Cesare dice che le Villette sono fuori dal contesto urbano quando invece a due metri dalle case inizia l'abitato di Torrevecchia. Sostiene che non è possibile riadeguarle e non è vero".
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