Credito: nuova legge su Confidi
Cronache - Regione
Martedì 22 Settembre 2009 15:42
Una riforma per rimettere ordine al credito attraverso l'operatività intersettoriale, il funzionamento su base territoriale regionale, la promozione dei processi di fusione e aggregazione, la fissazione di requisiti minimi per accedere ai benefici di legge.

E' stato presentato oggi dal vice presidente della Regione e assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, il disegno di legge regionale "Nuova legge organica in materia di Confidi". Il provvedimento si inquadra in uno scenario che vede gli istituti bancari rendere sempre più difficoltosa l'erogazione del credito a favore delle imprese. Per cui, si è reso necessario garantire una operatività intersettoriale dei Confidi che presteranno l'attività di garanzia collettiva dei fidi in favore delle micro, piccole e medie imprese socie o consorziate, ivi compresi i liberi professionisti, dei vari settori produttivi, e cioè industria, commercio, turismo e servizi, artigianato e agricoltura.

Inoltre, i Confidi presteranno l'attività loro propria in favore delle imprese socie o consorziate, ivi compresi i liberi professionisti, operanti sull'intero territorio abruzzese e non più solo su base territoriale. Un altro obiettivo è quello della riduzione del numero di Confidi (ora ben 78) affinchè acquisiscano maggiori dimensioni e conseguano determinati requisiti, soprattutto patrimoniali, intesi al rafforzamento della loro solidità patrimoniale.

I requisiti minimi imprescindibili per accedere ai benefici di legge sono quelli di avere un patrimonio netto, comprensivo dei fondi rischi indisponibili, di 6 milioni di euro e di avere avuto nell'esercizio precedente un volume di operazioni di credito garantite, attestate dalle banche, pari ad almeno 10 milioni di euro, ai fini di una più efficace ed efficiente utilizzazione delle risorse pubbliche.

La fissazione dei requisiti minimi imprescindibili è, ovviamente, intesa a promuovere i processi di aggregazione dei Confidi. Per di più, è prevista la possibilità che la Giunta Regionale possa annualmente individuare i settori prioritari nella concessione dei contributi in conto interessi, stabilendo, altresì, le quote da destinare ai settori stessi. I confidi, che non siano in possesso dei requisiti minimi possono usufruire dei contributi in conto interessi per il solo esercizio finanziario 2010, non dei contributi per i fondi rischi.

Se si adeguano ai requisiti possono usufruire nel 2011 dei benefici di legge, ivi compresi fondi rischi, ovviamente in base alle griglie di merito. Se non si adeguano ai requisiti minimi nel periodo limitato di transizione dal vecchio al nuovo regime, nel 2011 non possono fruire neanche dei contributi in conto interessi.

Verranno stabilite delle griglie di merito per la fissazione di parametri di commisurazione dei contributi per incremento dei fondi rischi e viene definito l'obbligo per i Confidi di tenere una contabilità separata sia per l'attività di prestazione delle garanzie esercitata utilizzando i contributi regionali, sia per l'erogazione dei fondi per i contributi in conto interessi, per ciascuna categoria agevolata, ai fini del controllo della corretta utilizzazione dei contributi regionali. Infine, viene prevista la possibilità di istituire un fondo di garanzia regionale, ai fini della prestazione di cogaranzie e di controgaranzie.

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