| D'Alfonso: Tornerò |
| Oltre la notizia |
di Saverio Occhiuto"Fra cinquanta mesi tornerò". Luciano D’Alfonso sussurra la frase con un sorriso sornione all’amico che gli siede di fronte, come se sentisse il bisogno di rassicurare l’interlocutore più che se stesso. L’esilio molisano non ha cambiato affatto l’ex sindaco di Pescara che nei week-end puoi ancora incontrare fra i tavolini del bar Greco, a due passi dal ponte del mare, divenuto per lui una sorta di ponte dei sospiri. Le inchieste giudiziarie che lo hanno messo fuori gioco nel dicembre scorso, scompaginando anche le sorti della politica abruzzese, hanno spinto "Lucianone", come lo chiamano ancora gli amici, a mettere su casa nella vicina Termoli, la cittadina che sorride alle Tremiti costruita attorno alla vecchia fortezza, dove si respira l’aria leggera di un monastero. L’ideale per recuperare lo spirito, soprattutto per chi ha abituale frequentazione con l’ambiente dei frati cappuccini. Il ritorno al lavoro nella sede Anas di Campobasso, il trasloco forzato a Termoli per stare vicino alla famiglia, non faranno certo ammalare di solitudine l’ex sindaco di Pescara. "Qui è già un personaggio", si lasciò scappare un amico molisano poche settimane dopo l’arrivo di D’Alfonso nel piccolo Molise. E lui ha già fatto i suoi conti: "Trecentoventimila abitanti, di cui duecentoventimila residenti a Campobasso. Se mi candidassi qui farei il primo degli eletti". Senza parlare del continuo pellegrinaggio degli amici pescaresi a Termoli. "Sono stato a trovarlo questa estate", confida un anziano consigliere comunale, "e appena giunto nel centro storico di Termoli ho chiesto di D’Alfonso. Un vigile cordialissimo mi fa: lo trova in quel bar, laggiù in fondo. Quando sono arrivato ho contato 34 persone attorno a lui che lo ascoltavano come se stesse facendo un comizio, sembrava in piena campagna elettorale". In Molise si voterà nel 2011 per il rinnovo del Consiglio regionale. La tentazione è forte, ma l’ex sindaco di Pescara ha parlato di un suo ritorno sulla scena politica fra cinquanta mesi, alludendo alle prossime, quanto lontane scadenze elettorali nel suo Abruzzo. E, probabilmente, ai tempi delle inchieste giudiziarie che lo coinvolgono. A cosa sta pensando esattamente Luciano D’Alfonso? Chi è abituato ad interpretare il pensiero di Luciano D’Alfonso, ha già intuito a cosa allude l’ex sindaco. Il ritorno sulla scena potrebbe avvenire, quando sarà, proprio alla guida di una grande lista civica (Carlo Masci ha fatto strada). Anche perché il legame dell’ex segretario regionale con il Pd di Franco Marini è sempre più gelido, fatta eccezione per il sostegno che ancora arriva da qualche referente romano, come Enrico Letta, e dai fedelissimi di Pescara. Non tutti, in realtà, pensano che D’Alfonso possa avere ancora un futuro politico nel suo Abruzzo. Quattro anni lontano dai riflettori sono una eternità per chi ha costruito la propria immagine sulla comunicazione, e anche se l’ex sindaco dovesse risolvere i suoi problemi giudiziari con un pieno proscioglimento, chi si ricorderebbe ancora di lui fra 50 mesi? Forse il Molise ha già trovato un nuovo big. Big Luciano.
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di Saverio Occhiuto