Del Turco, Csm su accuse Berlusconi a Pm
Cronache - Regione
Martedì 08 Settembre 2009 08:13
Ha sicuramente usato espressioni forti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi quando, commentando l'arresto di Ottaviano Del Turco, parlò di "teoremi" dei pm e di una vicenda "molto strana". Ma non ha delegittimato i magistrati che conducevano quell'inchiesta: la sua dichiarazione può essere infatti "ricondotta al diritto di critica".

E' il parere della Prima Commissione del Consiglio Superiore della magistratura sollecitata dai consiglieri del Movimento per la Giustizia a intervenire a difesa dei pubblici ministeri di Pescara, titolari dell'inchiesta sulla sanità abruzzese, dopo le parole pronunciate dal premier e dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Ma se Berlusconi non ha denigrato i magistrati, per la Commissione del Csm, lo ha fatto invece l'ex capo dello Stato, che definì l'arresto di Del Turco la "reazione della magistratura al discorso di D'Alema, che alla Camera ha riconosciuto l'esistenza del nodo politica-magistrati" e che parlò di un "avvertimento magistrale, un modo per sbattere tutti in galera e per dire: non crediate che certe cose le facciamo solo con Mastella e con sua moglie. Potrebbe succedere anche alla moglie di Veltroni".

"Dai pm solo teoremi. Mi sembra una cosa molto strana , è strano che ci sia una decapitazione completa , quasi una retata di un intero gruppo regionale" commentò invece Berlusconi. Una dichiarazione che - scrive la Commissione - "può essere ricondotta al diritto di critica, seppur esercitato in modo aspro e apodittico (così da rendere difficili puntualizzazioni e precisazioni atte a informare correttamente la pubblica opinione)".

"Non altrettanto invece può dirsi", sottolineano i consiglieri, per le parole di Cossiga: "l'interpretazione in chiave politica delle condotte di magistrati, nell'esercizio delle loro funzioni, come manifestazione di una volontà persecutoria, disancorata dalle emergenze istruttorie, costituisce elemento di discredito della funzione, prima ancora che dei singoli magistrati".

Un fatto "ancor più grave", sottolinea la Commissione," se le denigrazioni avvengano da parte di persone che rivestono cariche di particolare rilevanza politica".


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