24 mag, 2012
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Pescara ricorda i bombardamenti del 1943

Si svolgerà il 14 settembre la giornata commemorativa per non dimenticare i bombardamenti che nel 1943 distrussero la città di Pescara. Lo annuncia il sindaco Luigi Albore Mascia.

"L’amministrazione comunale di Pescara", sottolinea il primo cittadino, "conserva ben nitida la memoria dei disastrosi bombardamenti che sessantasei anni fa distrussero il capoluogo adriatico, provocando distruzione e almeno 3mila morti. Mai potrà essere cancellato il racconto dei sopravvissuti che hanno tramandato sino ai giorni nostri il dramma del 31 agosto, e poi dei successivi attacchi aerei del 14, del 17 e del 20 settembre, date che il nuovo Governo cittadino commemorerà grazie alle iniziative già predisposte dalla Presidenza del Consiglio comunale e che verranno concentrate tutte nella data simbolica del 14 settembre, con il coinvolgimento della città".

"Pescara", prosegue Albore Mascia, "ha purtroppo pagato un elevato tributo in termini di vite umane durante gli attacchi dal cielo del ’43: circa 1.900 le vittime delle bombe sganciate il 31 agosto, che hanno raso al suolo l’area compresa tra le attuali via Nicola Fabrizi e via Firenze, distruggendo anche il Palazzo del Governo; ancora più drammatico il bilancio del successivo attacco alla Stazione ferroviaria, gremita di cittadini, il 14 settembre, con almeno 2mila morti. Si tratta di ricordi indelebili, di cui la città ha voluto lasciare traccia istituendo luoghi simbolo, come il ceppo realizzato presso il muro di cinta della vecchia stazione".

Proprio qui la giunta comunale e il Consiglio municipale si ritroveranno il prossimo 14 settembre per una giornata commemorativa predisposta e organizzata dal Presidente del Consiglio, scegliendo di concentrare le celebrazioni alla memoria nella ricorrenza del secondo bombardamento per il bilancio ancora più devastante dell’attacco. "E soprattutto perché, cadendo a metà settembre, a ridosso della riapertura delle scuole", sottolinea il sindaco, "sarà anche più possibile coinvolgere le scuole, i giovani, i destinatari ultimi del nostro messaggio istituzionale, ossia quello degli effetti tragici determinati dai conflitti, delle migliaia di vite umane sacrificate".

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