Giovedì 27 Agosto 2009 18:15

Si fa presto a dire eroi. Eppure, dai giornali sportivi del lunedì ai tg di mezza sera non si fa che abusare di questo termine per segnalare le imprese leggendarie di qualcuno, dal vicino di casa che si arrampica sulla grondaia sfidando il vuoto per riportare a terra il suo gatto, alla squadra del cuore che si è aggiudicata il derby con un gol in zona Cesarini.
Sono entrato in contatto con persone di ogni tipo facendo questo mestiere, dai grandi della terra a madri disperate che venivano in redazione a raccontarti la loro pena per un figlio finito nel tunnel della droga o dell’alcol. Ho ricordi più vivi di quest’ultime che di capi di Stato e dive capricciose. Ma ho conosciuto un solo vero eroe.
Un giorno, mentre attraversavo i corridoi della prefettura, un amico mi indica un impiegato seduto su una sedia a rotelle dietro una scrivania: vai da lui, fatti raccontare la sua storia.
La cosa mi incuriosì, chiesi un appuntamento e andai a trovarlo a casa. Mi trovai di fronte ad un uomo pacato che aveva perso l’uso delle gambe una ventina d’anni prima per un incidente aereo dal quale in realtà era uscito illeso in un primo momento. Si trovava seduto nel troncone posteriore del velivolo, che in fase di atterraggio, in un aeroporto egiziano, si spezzò in due e prese fuoco.
Lui aveva fatto in tempo a slacciare la cintura del suo seggiolino e a scendere a terra prima che la fusoliera fosse avvolta dalla fiamme. Sulla pista avvertì le urla di una madre che chiedeva aiuto per il figlioletto rimasto imprigionato nell’altro troncone del boeing. Così quell’uomo, che si trovava in viaggio da solo per lavoro, tornò sull’aereo senza accorgersi che i suoi pantaloni erano inzuppati di cherosene e una volta raggiunto l’aereo le sue gambe furono divorate dalle fiamme. Rimase ricoverato per sei mesi in un ospedale egiziano, quasi dimenticato dal nostro Paese. Anche se al ritorno a casa qualcuno si ricordò di cucirgli sul petto una medaglia al valor civile. Poi più nulla.
Dopo avere raccolto la storia incredibile di quest’uomo, ricordo di essere uscito dalla sua abitazione con una strana sensazione: quella di sentirmi piccolo piccolo. E oggi mi succede spesso di trasferire lo stesso sentimento su certi politici che appaiono in tv con il fisico pettoruto e l’espressione rassicurante come a voler dire alle madri in ascolto: niente paura, ai vostri ragazzi ci penso io.
Aggiungi commento
Commenti
uso spesso un termine guardando certi politici: BORIA.
Alcuni purtroppo sono armati solo di quella e vestiti di Miseria.
Fortunatamente non possiamo fare di tutta l'erba un fascio...
RSS feed dei commenti di questo post.