23 mag, 2012
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JACKPOT


Pensando alla folle caccia al tesoro che sta contagiando il nostro Paese per assicurarsi la sestina vincente del Superenalotto, mi sono messo anch’io  in fila nella ricevitoria sotto casa e nell’attesa ho immaginato questo epilogo. Dunque, i 150 e passa milioni di euro finiscono tutti nelle tasche di una nonnina di un paesino semisconosciuto dell’Appennino tosco-emiliano. Con una giocata di soli due euro, la vecchietta si vede piovere addosso quella immensa fortuna e, dopo aver rischiato di restarci secca, che fa? La cosa più naturale di questo mondo: si presenta in banca, consegna la ricevuta vincente e torna a casa. Non dopo avere fatto un salto in chiesa a ringraziare la santa patrona per tanta grazia ricevuta. Due giorni dopo la nonnina viene convocata in banca dal direttore: signora, con quella cifra lei è diventata di diritto azionista del nostro istituto. A proposito, domani alle 17 l’aspettiamo per il Consiglio di amministrazione.
 
La vecchietta è felice ma inizia a sudare freddo. A scuola non è andata oltre la quinta elementare e se le chiedi cos’è un’Opa pensa ad un incrocio tra un’oca e una gallina, frutto di qualche diavoleria genetica. Così lei ringrazia, fa qualche calcolo e poi decide di tenere per se solo una piccolissima parte della vincita per devolvere tutto alla Chiesa. Questa volta ad essere convocato in banca è il parroco, don Marcello, che si presenta dal direttore in compagnia del suo sacrestano di colore. Il direttore non va tanto per le lunghe: sa don Marcello, ci sarebbe un grosso imprenditore… Insomma potrebbe fare tantissimo per la nostra parrocchia, un campo di calcio, un centro benessere, una multisala, un palacongressi. Certo, l’intervento prevede anche la costruzione di qualche edificio residenziale, ma è poca cosa. Il sindaco e la giunta sono già d’accordo.

Una vecchietta felice di essersi liberata dal peso dell’Opa ma odiata per tutta la vita da nipoti e pro nipoti fino alla settima generazione, un bellissimo borgo medievale cancellato dal cemento, un parroco che chiede il trasferimento a Filicudi dopo essere rimasto schiacciato dalla eccessiva mondanità del suo paesino, mentre il sacrestano di colore è già stato fagocitato da un gruppo rock. Già, è proprio vero che i soldi non danno la felicità. E comunque ecco i miei due euro, la fila è finita.

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