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| Fatture false, sequestri all'Aquila |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Lunedì 10 Agosto 2009 12:35 |
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La guardia di finanza di Terni ha scoperto quello che viene considerato un giro di fatture false per oltre 7 milioni di euro con evasione dell'imposta sul valore aggiunto per oltre due milioni.
Arrestate due persone mentre un'altra è latitante. Sequestrati tre immobili, vari appezzamenti di terreni, conti correnti bancari e polizze assicurative per un valore di mercato complessivo di circa un milione e mezzo di euro, interdette dall'esercizio dell'attività due società che operano nella compravendita di auto tra Terni e Roma. Nel corso dell'operazione le fiamme gialle hanno inoltre individuato ricavi per oltre due milioni e mezzo che erano stati invece occultati. A essere arrestati dalla guardia di finanza ternana sono stati un consulente fiscale di 46 anni residente a Roma e quello che gli inquirenti ritengono un prestanome sessantasettenne di Imperia accusati di associazione a delinquere per la commissione di reati di frode fiscale mediante l'utilizzo di fatture false. Ricercato invece un imprenditore ternano. A carico di tutti sono state emesse ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli investigatori hanno sequestrato una villa in provincia di Terni, un appartamento in via Nomentana a Roma, altri immobili a Imperia e L'Aquila. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Terni Maurizio Santoloci su richiesta del sostituto procuratore della repubblica Elisabetta Massini. L'indagine ha riguardato inizialmente la vendita da parte di un fornitore estero a una ditta di Terni di auto per lo più tedesche anche di grossa cilindrata. Dagli accertamenti - secondo quanto si è appreso - è emerso che le fatture emesse dallo stesso fornitore estero venivano indirizzate a quattro falsi acquirenti fra Terni e Roma. Tutte imprese individuali - ha reso noto la gdf - e di breve durata, prive di struttura imprenditoriale, organizzativa e di contabilità che per questo non versavano l'Iva relativa all'operazione. E' tra l'altro emerso che era l'acquirente delle auto a provvedere alla "materiale formazione" delle fatture e a farle pervenire alle "cartiere". Nell'abitazione di uno dei soggetti coinvolti nell'inchiesta sono stati rinvenuti documenti e timbri di società che - secondo la versione accusatoria - dimostravano il perfezionamento dell'evasione fiscale. In particolare la gdf ritiene che il ruolo del consulente fiscale di Roma era, appunto, quello di dare una veste formalmente corretta alle presunte operazioni illecite. Tra i motivi che hanno determinato l'adozione delle misure cautelari in carcere ed il sequestro degli immobili - hanno reso noto ancora le fiamme gialle - ci sono il rinvenimento di capitali in Irlanda e San Marino intestati alla moglie di uno degli indagati, nonché un tentativo di corruzione posto in essere da una delle persone coinvolte accusato di avere proposto ad uno dei finanziere impegnati nelle indagini una consistente somma di denaro in cambio di trattamenti di favore. |


