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| Artigianato, iscrizioni -37% a giugno 2009 |
| Cronache - Regione |
| Sabato 08 Agosto 2009 07:00 |
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Nel secondo trimestre del 2009 le iscrizioni all'Abo dell'artiginato registrano una diminuzione del 37 per cento rispetto al 2008.
E' quanto emerge dall'analisi condotta dal centro studi della Cna abruzzese relativa alle iscrizioni e cancellazioni all'Albo dell'artigianato nelle quattro Camere di Commercio della regione. I dati sono stati illustrati, a Pescara, dal presidente e dal direttore della Cna, Franco Cambi e Graziano Di Costanzo, e da Aldo Ronci, che ha realizzato il rapporto. Nel dettaglio: tra aprile e giugno sono state complessivamente 672 le nuove imprese iscritte all'albo contro 590 cancellazioni per un saldo attivo di 82 unità. Dodici mesi fa invece si contavano 1.059 iscrizioni contro 774 cancellazioni per un saldo di +537. Le cause per la Cna sono da attribuire alla crisi e al terremoto il cui effetto combinato "spinge sempre più giù il numero delle imprese artigiane abruzzesi, che sempre più numerose si cancellano dall'Albo, portando ai minimi storici una categoria produttiva che da sempre rappresenta la spina dorsale del sistema Abruzzo". In particolare nella provincia dell'Aquila si contano solo 132 nuove iscrizioni contro le 275 dello scorso anno, con una caduta che sfiora il 52 per cento, anche se il saldo del secondo trimestre è di 12 imprese in più, essendo le cancellazioni 120. Nel 2008 la differenza era di 116. Il rapporto della Cna evidenzia pesanti flessioni anche nelle altre tre province. Lamaggiore a Pescara con il saldo negativo di 170 iscrizioni contro 184 cancellazioni. A Chieti 200 iscrizioni contro 138 cancellazioni. A Teramo 170 iscrizioni contro 148 cancellazioni. I rappresentanti della Cna hanno inoltre fatto notare che se nel secondo trimestre del 2008 era stata l'edilizia a risollevare le sorti dell'intero artigianato, nel 2009 è di 182 il saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni, su un totale di 234, che comprende sempre nel campo delle costruzioni anche le imprese non artigiane. Per quanto riguarda il credito hanno sottolineato che "se il poco ossigeno al mondo della piccola impresa era arrivato nel 2008 dalle banche di minori dimensioni, il primo semestre del 2009 ha invece eliminato questa residua anomalia: rubinetti chiusi per le pmi da parte degli istituti bancari, qual che ne sia la dimensione". Graziano Di Costanzo infine ha detto che oltre alla nuova legge, che è quasi pronta, servono risorse e bisogna "mettere mano alla sanità: se non si copre il buco non andiamo da nessuna parte". |


