Martedì 04 Agosto 2009 17:47

Tutte le volte che vado in vacanza mi chiedo dove sia finito Gino. Io nato nella punta dello stivale, lui bergamasco. Ci siamo conosciuti una ventina di anni fa in una località della costiera amalfitana. Ci unì subito la passione per la subacquea e diventammo amici, trascorrendo insieme quella vacanza con le rispettive compagne tra meravigliose immersioni e scorpacciate di gamberi e calamari.
Faceva il tecnico specializzato in una fabbrica, non ho più saputo nulla di lui, ma di Gino conservo ancora un bellissimo ricordo. Una mattina, mentre tentavamo di imbucare l’ingresso di una grotta di Palinuro a bordo del suo gommoncino grigio, litigò furiosamente con un pescatore che gli aveva sbarrato bruscamente il passo con il suo gozzo. Gino imbracciò un remo con tutta l’intenzione di passare alle vie di fatto. Lo fermai a fatica, evitando la rissa, e dopo lo scampato pericolo mi chiesi chi fosse il calabrese dei due visto che quel giorno ci eravamo invertiti un po’ le parti.
Ho tantissimi amici al Nord, dove ho vissuto i miei anni più belli per motivi di studio e di lavoro. Conosco bene anche le ragioni e le pulsioni che muovono quelli della Lega. Non è gente cattiva, semmai dietro la nostalgia delle alabarde e degli scudi crociati c’è un po’ di ignoranza e molta propaganda. I presidi e gli insegnanti del Sud sono stati la fortuna di tanti studenti del Nord e dei loro genitori. Se ne avesse conosciuto qualcuno in più il figlio di Umberto Bossi, probabilmente non avrebbe ripetuto tre volte l’esame di maturità.
Conosco bene anche le passioni, le pulsioni (e gli interessi) che muovono quelli che aspirano al Partito del Sud. Anche lì c’è molto calcolo e tanta propaganda, ma a forza di stare dietro a queste boutade di mezza estate si rischia davvero di dare una rappresentazione di un Paese che non c’è.
Ce lo insegnano ogni giorno i nostri ragazzi, attraversando l’Italia e l’Europa in lungo e in largo sui treni, sui pullman, sugli aerei prenotati a 2 euro via internet, sui traghetti che tagliano le rotte le Mediterraneo. Da Palma di Majorca ad Helsinki hanno un solo linguaggio, un solo modo di rapportarsi, un unico sentire. Le stesse ansie e gli stessi sogni. Fra qualche mese festeggeremo il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Auguri Gino, amico bergamasco, e buona fortuna ovunque tu sia.
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