Le indagini, svolte dalla squadra mobile di Pescara, sono partite in seguito all'esposto di un camionista francese. In particolare è emerso che i poliziotti fermavano i camionisti stranieri, contestavano delle violazioni che a volte erano reali altre volte no, e poi contrattavano il pagamento di una tangente il cui importo variava da 20 a 100 euro. In un giorno, secondo l'accusa, arrivavano ad incassare da 200 a 300 euro.
I fatti contestati si riferiscono al mese di maggio 2009. Gli uomini della squadra mobile, coordinati da Nicola Zupo, hanno messo delle microspie su due autovetture della polizia stradale, controllando così i poliziotti in questione.
Oltre alle intercettazioni ambientali, ci sono le dichiarazioni di diversi camionisti che sono stati raggiunti da una pattuglia della squadra mobile dopo che erano stati fermati dalla stradale e hanno confermato i fatti. Un dirigente della polizia stradale ha riscontrato delle anomalie di servizio facendo notare ai poliziotti che non avevano fatto nessuna multa.
Stando alle indagini, i poliziotti indagati nel mese di maggio si sono dedicati solo a questa attività illegale.